Portatore di Handicap

L’handicap è regolamentato dalla legge n. 104 del 5 febbraio 1992 “Legge-Quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate”.

Viene riconosciuto a colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione (art.3 comma 1).

Viene considerato grave quando la persona necessita di un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione e la situazione di svantaggio assume una connotazione di gravità (art. 3 comma 3).

Per il riconoscimento è necessario effettuare un accertamento presso un’apposita commissione medica presente in ogni Asl (art. 4). Nella commissione sono presenti anche un operatore sociale, un esperto per i vari casi da esaminare, e dal 2010, anche un medico INPS.

Alla base dell’attuale valutazione dell’handicap vi è la nuova classificazione ICF (International Classification of Functioning) o Classificazione dello stato di salute, approvata a fine anni ’90 da quasi tutte le nazioni afferenti all’ONU e che definisce lo stato di salute delle persone piuttosto che le sue limitazioni. Questa identifica le difficoltà di funzionamento della persona sia a livello personale che nella partecipazione sociale ed i fattori biomedici e patologici non sono gli unici che vengono presi in considerazione, ma si considera anche l’interazione sociale: l’approccio, così, diventa multi prospettico, ovvero biologico, personale e sociale.

Lo svantaggio sociale (handicap) è pertanto relativo alle condizioni di vita e di lavoro, quindi alla realtà in cui l’individuo è collocato.

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