Orientamento, formazione e lavoro

La Costituzione Italiana recita all’art.4 “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto“.

Molte norme, che denotano negli anni un percorso di crescita del nostro Paese, pongono l’accento sul tema del lavoro e della formazione professionale, puntando l’attenzione sull’importanza dell’occupazione, dell’autonomia economica, della soddisfazione personale e sociale.

Ad oggi, e nel caso specifico per le persone affette da fibrosi cistica che per tale motivo sono riconosciute invalide o limitate nelle loro possibilità lavorative, l’inclusione sociale e lavorativa assume una valenza maggiore rispetto a coloro che possono accedere, senza limitazione alcuna, a qualsiasi tipologia di impiego.

Il percorso di inserimento lavorativo della persona disabile si presenta pertanto più tortuoso; grazie soprattutto alla legge 68/99 ed alle sue innovazioni, si punta a portare il soggetto all’inserimento o al reinserimento nel mondo del lavoro attraverso percorsi mirati, che prevedano un accompagnamento utile alla ricerca e all’individuazione di lavori idonei.
In particolare si cerca di aiutare il malato e pertanto anche il malato di fibrosi cistica (malattia genetica a carattere cronico ed evolutivo), che deve seguire un programma di cura specifico permanente e per tutto il corso della vita, cadenzato da orari e terapie che mal si armonizzano con i tempi dettati dal mondo del lavoro, a trovare il giusto spazio nel contesto lavorativo più gradito.
Tenendo conto delle problematiche del malato e considerando il difficile rapporto che spesso si istaura tra paziente-lavoratore e datore di lavoro, si cerca così di sostenere al meglio la persona nel difficile percorso dell’inserimento lavorativo e, in poche parole, si cerca di collocare “la persona giusta al posto giusto”.

L’obiettivo primario dovrebbe essere quello di trasformare le capacità e le attitudini in abilità e competenze, con riconoscimento e valorizzazione delle risorse da parte dell’ambiente sociale circostante.  In questo l’orientamento e la formazione sono il trampolino da cui il soggetto, intenzionato ad inserirsi in un contesto lavorativo, può partire, sostenuto anche dall’apparato legislativo che, grazie ai regolamenti ed alle applicazioni regionali della normativa nazionale, differenzia l’intervento a livello locale focalizzando le risorse.

La persona disabile in questo modo si trova a fare un percorso di cambiamento, da utente da assistere a soggetto di diritto e risorsa per la collettività, in una sinergia di cambiamento con e nel territorio.

File allegati

© 2017 LIFC Lega Italiana Fibrosi Cistica - ONLUS - Viale Regina Margherita, 306 00198 Roma | Codice Fiscale 80233410580.