Domande e risposte

Tutela dei malati in stato di detenzione.

Domanda

Familiare di un malato di FC chiede quale prassi sia da seguire per tutelare il congiunto in carcere, poiché le sue sollecitazioni all’autorità giudiziaria non hanno avuto alcun esito, in quanto hanno giudicato la FC compatibile con il carcere.
Dopo breve tempo di permanenza in carcere il malato è stato ricoverato d’urgenza in ospedale.

Risposta del S.S.

Chiedere al medico curante una relazione dettagliata sullo stato di salute del paziente e sui rischi in cui può incorrere.

Cercare di consegnarla al medico del carcere, previo parere dell’avvocato che segue il detenuto.

 

Contrassegno Auto

Domanda

un genitore di malato FC minorenne, al momento in buone condizioni di salute, al quale è stata riconosciuta un’invalidità del 100% e con l’art. 3 comma 3 della Legge 104/92 anche lo stato di handicap grave, chiede se per il figlio minore ha diritto al rilascio del contrassegno auto per portatori di handicap.

Risposta del S.S.

Essendo ad oggi il minore in buone condizioni di salute e non presentando difficoltà di deambulazione, non rientra nelle categorie a cui è riservato il diritto del tagliando auto, come previsto dall’art. 381 del DPR n.495/92 (comma 2: “… per la circolazione e la sosta dei veicoli a servizio delle persone invalide con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta, il sindaco rilascia apposita autorizzazione in deroga, previo specifico accertamento sanitario. L’autorizzazione è resa nota mediante l’apposito «contrassegno invalidi…” e comma 3 “… per il rilascio della autorizzazione di cui al comma 2, l’interessato deve presentare domanda al sindaco del comune di residenza, nella quale, oltre a dichiarare sotto la propria responsabilità i dati personali e gli elementi oggettivi che giustificano la richiesta, deve presentare la certificazione medica rilasciata dall’ufficio medico-legale dell’Unità Sanitaria Locale di appartenenza, dalla quale risulta che nella visita medica è stato espressamente accertato che la persona per la quale viene chiesta l’autorizzazione ha effettiva capacità di deambulazione sensibilmente ridotta…”).
Il solo riconoscimento di una invalidità non da diritto al rilascio del tagliando auto, ma si devono presentare le condizioni di gravità e la riduzione delle capacità di deambulazione o psichiche o sensoriali, documentate da apposita visita e certificazione, che non è la copia del verbale di invalidità.

Tirocini universitari – come affrontarli o sostituirli

Domanda

Esistono leggi o disposizioni speciali per persone con disabilità e con la FC che hanno l’obbligo di frequentare un tirocinio universitario, comportante un dispendio di tempo notevole (250 ore).

 

Risposta del S.S.

Per garantire il diritto allo studio, molti atenei hanno attivato diverse iniziative, in attuazione della Legge quadro 104/92 e successive modifiche e integrazioni, apportate in particolare con la Legge 17/99.

Tali attività di supporto e di assistenza agli studenti diversamente abili o invalidi sono designate con la denominazione di “Tutorato Specializzato”, che prevede servizi volti all’inserimento dello studente disabile nella vita universitaria e alla rimozione delle condizioni penalizzanti sul piano dell’acquisizione delle pari opportunità di studio e di trattamento. Generalmente tali attività sono demandate all’Ufficio Diversamente Abili dell’ateneo, esistente in diverse università italiane, deputato alla gestione dei servizi di tutorato specializzato. In particolare esso offre il supporto tecnico  organizzativo ai docenti referenti di facoltà per l’organizzazione didattica, per la eventuale preparazione di piani di studio individualizzati e per l’espletamento delle prove equipollenti di esame.

Gli studenti impossibilitati a svolgere il Tirocinio Curriculare Obbligatorio per comprovati gravi motivi di salute, possono chiederne l’esonero, e quindi l’assegnazione di Attività Sostitutive, presentando una richiesta, motivata e debitamente documentata, agli uffici competenti dell’ateneo, di norma  Ufficio Tirocini o Ufficio Orientamento o Ufficio Diversamente Abili o Ufficio Relazioni con il Pubblico.

La documentazione raccolta viene sottoposta alla valutazione della Commissione specifica (se presente), che in caso di approvazione della richiesta di esonero dal tirocinio obbligatorio, assegnerà allo studente le Attività Sostitutive nominando il docente tutore, al quale saranno inviati il diario delle attività dello studente, ed il Regolamento delle Attività Sostitutive a cui dovrà attenersi.

Le attività sostitutive di norma possono consistere in: progetti-lavoro; collaborazioni a programmi di ricerca; partecipazione a seminari interni o a convegni dell’Università; redazione di tesine ed altri elaborati scritti, etc.

Le attività devono essere concordate preventivamente con il docente tutore.

Il carico di lavoro per ciascuna attività sostitutiva dovrà essere tale da consentire il riconoscimento dei crediti formativi corrispondenti al tirocinio obbligatorio previsto nel Piano di Studio dello studente.

 

Tutela del paziente che si reca per studio in un paese della C.E.

Domanda

Paziente di 29 anni che si è recata in Inghilterra per studio.

Pur avendo ricevuto assicurazione che con la tessera sanitaria valida per i paesi della comunità europea e la relazione del Centro di cura per la FC della sua regione avrebbe potuto accedere al Centro per la FC(Royal Brompton Hospital) per le visite. Recatasi presso tale ospedale per chiedere una visita, ha ottenuto solo la puntura periodica di konakion. Ha dovuto portare, come bagaglio a mano i medicinali.

Dovendosi nuovamente recarsi in Inghilterra per studio, chiede :

se esiste un sistema di approvvigionamento dei farmaci direttamente presso una farmacia del posto, convenzionata con la ASL di appartenenza; quale sia la prassi da seguire per una visita di controllo considerata non urgente, presso un centro di FC all’estero.

Risposta del S.S.

Dopo consultazione di un dirigente del Ministero della Salute per i problemi di rapporti con i paesi della comunità europea si ottiene la seguente risposta:

Insistere presso la ASL di appartenenza per il rilascio dell’attestato € 112,00, per le visite specialistiche, ed informarsi sulla possibilità di rimborso delle spese farmaceutiche , se anticipate.

Le prestazioni farmaceutiche potranno anche essere non anticipate, se a prescriverle sarà lo specialista da consultare sul posto, sempre che siano considerate gratuite dalla legislazione britannica.

 

Agevolazioni fiscali

Domanda

è possibile per un malato FC riconosciuto invalido al 100% con permanente inabilità lavorativa e riconoscimento legge 104/92 art.3 comma 3 per l’handicap grave, acquistare un autovettura con l’agevolazione dell’Iva al 4%?

Risposta del S.S.

Ad oggi, come previsto dal Nuovo Codice della Strada, possono accedere all’agevolazione dell’Iva al 4% sull’acquisto di un’autovettura solamente i disabili motori, psichico – mentali e quelli sensoriali (ciechi e sordomuti). La possibilità di acquistare un’autovettura con l’agevolazione dell’Iva al 4% non è pertanto contemplata per i malati FC, pur avendo riconosciuto l’handicap grave sulla base dell’art.3 comma 3 della Legge 104. Inoltre, il soggetto deve presentare problematiche specifiche inerenti la sfera motoria tali da prevedere il rilascio della “Patente B Speciale”, rilasciata in seguito a valutazione della Commissione Medica che prescrive anche le modifiche obbligatorie da apportare all’autovettura, che verranno verificate poi dall’ingegnere della Motorizzazione Civile.

residenza in Germania – problema nell’accesso a cure, farmaci e pensione

Domanda

Sono un ragazzo italiano di 19 anni affetto da fibrosi cistica, lavoro però ormai da 3 mesi in Germania. finché ero in italia io facevo regolari controlli al CRR e mi prescrivevano delle medicine che dovevo prendere giornalmente, e che andavo alle farmacie ospedaliere senza problemi, ma adesso è cambiato tutto adesso che ho la residenza tedesca non ho diritto più alle medicine gratuite dall’Italia, volevo chiedere se c’era anche una legge simile o uguale anche qui in Germania. E ancora, fino a che mi trovavo in Italia percepivo una pensione, ma adesso mi hanno tolto anche quella.

 

Risposta del S.S.

Per quanto riguarda il pagamento della pensione all’estero, il pensionato italiano residente all’estero può chiedere il pagamento della propria pensione sia nel Paese estero di nuova residenza, sia in altro Paese estero, diverso da quello di residenza, unicamente con la modalità dell’accredito in conto corrente, sia in Italia con accredito su conto corrente o tramite delegato.

La banca che gestisce i pagamenti per conto di INPS esegue i pagamenti in euro (salvo diverse disposizioni politico – valutarie del Paese estero interessato) o in moneta locale.

Il pensionato può richiedere il pagamento della prestazione tramite:

–          accredito su conto corrente in euro o moneta locale;

–          bonifico bancario domiciliato a nome del pensionato stesso presso un istituto di credito;

–          riscossione in contanti allo sportello bancario o assimilato

–          riscossione attraverso card ricaricabile (nei Paesi in cui tale servizio è disponibile).

In occasione di ciascun pagamento, indipendentemente dalla modalità scelta, la banca deve rilasciare al pensionato un’attestazione contenente l’informazione che il pagamento è effettuato per conto dell’INPS, nonché l’indicazione del nome e cognome del beneficiario, della sede INPS che eroga la prestazione, della categoria e del numero della stessa, del mese di competenza e dell’importo della rata.

La banca incaricata dei pagamenti ha il compito di verificare almeno annualmente l’esistenza in vita, l’indirizzo e la residenza del pensionato.

Nel caso specifico, forse la sospensione dell’erogazione della pensione è dovuta alla mancata comunicazione dell’avvenuto trasferimento, oppure al reddito annuo percepito e dichiarato che, se superiore a quanto stabilito dall’Inps ogni anno, determina la sospensione del beneficio; inoltre, annualmente va inviata all’Inps la Dichiarazione di Responsabilità circa l’assenza di ricovero o di reddito, al fine di evitare proprio problemi di questo tipo (sospensioni, richieste di rimborsi, ecc…)

Gli importi ed i limiti di reddito per l’anno 2013 sono i seguenti:

Tipo di provvidenza Importo Limite di reddito
2013 2012 2013 2012
Pensione invalidi civili totali 275,87 267,57 16.127,30* 15.627,22
Assegno mensile invalidi civili parziali 275,87 267,57 4.738,63 4.596,02
Indennità mensile di frequenza (minori) 275,87 267,57 4.738,63  4.596,02
Indennità accompagnamento invalidi civili totali 499,27 492,97 Nessuno Nessuno

 

 

 

 

Per quanto riguarda le cure ed il diritto ai farmaci, il cittadino che si trasferisce in un paese estero, in questo caso appartenente alla Comunità Europea, spostando anche la residenza, deve stipulare un’assicurazione sanitaria privata.

In Germania ci sono diverse compagnie assicurative che, a costo molto basso e con pagamento annuale, consentono di accedere alle cure e garantiscono tutta l’assistenza di cui si necessita; un esempio è la IKK, già sperimentata da pazienti a noi noti che si dichiarano molto soddisfatti della scelta.

Sicuramente ad oggi Lei sarà seguito presso un CRR in Germania: con il piano terapeutico fornito dal CRR, può ottenere la fornitura dei farmaci.

Tutela di paziente straniera che è in Italia per motivi di studio.

Domanda

Una ragazza americana che verrà in Italia per studio pone i seguenti quesiti:

  • potrà accedere al Centro per la FC più vicino per le cure e la prescrizione di farmaci?
  • Qual è la prassi per potersi curare in Italia?
  • Potrà usufruire della prescrizione del suo Centro in Usa per il Pulmozyne?
  • Dovendosi trasferire in un’altra città italiana, potrà usufruire del Centro per la FC della città di trasferimento?

Risposta del S.S.

La studentessa deve venire in Italia con una relazione del Centro FC USA, con un certificato di studi compilato in America, un attestato di frequenza della Scuola in Italia ed un permesso di soggiorno superiore a 3 mesi (valido per una sola città): è sufficiente il tagliando che ha fatto richiesta del permesso di soggiorno.

Deve recarsi alla ASL della città dove abita, comunicare il proprio domicilio, presentare i documenti di cui sopra, chiedere la tessera sanitaria provvisoria, della durata di un anno (costo tessera € 149,77).

La tessera le dà diritto al medico di base, al ricovero in ospedale, alle cure, alle visite specialistiche pagando un ticket, come noi italiani.

La prescrizione di Pulmozyne del suo Centro FC Usa non è valida in Italia. La prescrizione può ottenerla in Italia seguendo la prassi soprascritta.

 

Misure previdenziali e indennità – Possibili richieste di rimborso dall’inps

Domanda

paziente affetto da FC riconosciuto invalido civile al 100% al quale viene erogato dal 2007 un assegno mensile di inabilità lavorativa, svolge lavoro a tempo determinato e pertanto produce reddito. Da controlli Inps effettuati nel 2010, l’assegno di inabilità lavorativa è stato sospeso ed è stato richiesto il rimborso dell’annualità 2009, avendo secondo l’Inps percepito indebitamente il beneficio economico, in quanto il malato ha superato ampiamente il tetto massimo stabilito, pur avendo sempre effettuato la dichiarazione dei redditi e comunicato all’Inps la propria situazione reddituale. È obbligato il malato a restituire le somme richieste? Può il malato aspettarsi la stessa richiesta per le annualità precedenti?

Risposta del S.S.

l’assegno mensile di inabilità lavorativa, stabilito istituito dall’art. 13 della Legge 118/71, è un diritto di tutti quei cittadini tra i 18 ed i 65 anni di età, lavoratori dipendenti o autonomi, che hanno alle spalle un passato contributivo, verso i quali a causa di una minorazione congenita o acquisita non riescono a svolgere totalmente o parzialmente un lavoro o abbiano difficoltà fisiche o mentali a farlo. La persona deve presentare alcune condizioni necessarie, dall’infermità fisica o mentale ridotta a meno di 1/3 (ovvero l’infermità lavorativa deve essere ridotta di almeno 2/3, o 74% così come modificato dall’art.9 del D. Lgs. 502/88 e decorso dal 1992) ad un passato contributivo minimo (ovvero 5 anni) ma, presentando una capacità lavorativa residua, non è richiesta la totale cessazione dell’attività lavorativa. L’invalido non deve superare annualmente determinati limiti di reddito: i requisiti reddituali si differenziano a secondo del tipo di prestazione connessa all’invalidità totale o parziale. L’ente erogatore verifica annualmente la sussistenza dei requisiti di legge. Se erroneamente l’Inps ha erogato un assegno non dovuto è nel diritto, in seguito a controlli, di richiederne la restituzione, anche per le altre annualità se i controlli porteranno all’accertamento dell’errata erogazione. È possibile chiedere la rateizzazione dell’importo dovuto.

Avviamento al lavoro – percorsi e procedure

Domanda

Ho due figli ventenni entrambi affetti da fibrosi cistica, uno con invalidità al 75% e l’altra al 100%. Entrambi studiano all’Università. La loro invalidità dovrebbe essere motivo per farli rientrare nelle cosiddette categorie protette? e per un eventuale impiego godrebbero quindi di vie preferenziali?

 

Risposta del S.S.

La persona che ha compiuto i 16 anni di età (15 se ha concluso la formazione scolastica obbligatoria), titolare di pensione di invalidità civile riconosciuta almeno al 46% dalle competenti Commissioni Mediche della Asl (su domanda dell’interessato presentata all’Inps), inoccupata o disoccupata, grazie alla L.68/99 –   Norme per il diritto al lavoro dei disabili  che promuove l’inserimento e l’integrazione lavorativa delle persone disabili nel mondo del lavoro – ha diritto al sostegno, all’orientamento ed al collocamento mirato, nonché ad essere inserito in apposite liste speciali riservate solo a questa categoria di persone (lavoratori appartenenti alle categorie protette). La persona interessata a tale percorso deve pertanto recarsi presso il Centro per l’Impiego (ex ufficio di collocamento) competente per territorio di residenza e dare avvio alla procedura.

La persona invalida, a differenza degli altri, può essere iscritta sia nelle liste di collocamento generiche che nelle liste speciali: solo chi vuole iscriversi alle liste speciali per essere avviato al lavoro come categoria protetta, deve fare richiesta per essere sottoposto all’accertamento della condizione di disabilita ai sensi della legge 68/1999.

È necessaria quindi la valutazione delle abilità residue: la diagnosi funzionale sulle Residue Capacità Lavorative consiste nella valutazione globale della posizione della persona disabile nel suo ambiente considerando la situazione familiare, il livello di formazione scolastica e la compromissione funzionale dello stato psico-fisico e sensoriale; la valutazione del paziente è oggi vista non più come semplice rilevazione dei deficit presenti, bensì come Quantificazione delle Abilità Residue (concetto già espresso nella legge 104/92 art. 3) al fine di un collocamento il più possibile mirato.

La persona invalida, una volta ottenuta l’iscrizione nelle categorie protette e pertanto nelle liste speciali, fatta la valutazione delle abilità lavorative residue può, attraverso i Centro per l’impiego(CPI), il Centro di Orientamento al Lavoro (COL) e il Servizio di Inserimento Lavorativo Disabili

(SILD), uffici comunali e provinciali, iniziare a muoversi per la ricerca e l’avviamento al lavoro.

È possibile accedere anche a tirocini formativi (di norma gestiti a livello comunale) considerati gli studi universitari in corso.

Diritto di cure in Italia per un italiano residente all’estero.

Domanda

Un italiano residente in un paese europeo non appartenente alla Comunità Europea espone il suo problema:

all’età di 67 anni gli è stata diagnosticata la FC all’Ospedale Universitario della capitale del paese straniero in cui risiede, è iscritto all’Associazione Italiana Emigranti all’Estero è in possesso della tessera sanitaria di questo paese che non prevede copertura finanziaria per cure all’estero (Italia), se sul proprio suolo esiste un Centro di cura per la FC.

Chiede:
se sia possibile avere una tessera sanitaria italiana e come ottenerla per essere curato in Italia.

Risposta del S.S.

Dopo aver interpellato il Ministero della Salute, si risponde quanto segue:

pur essendo cittadino italiano, è assistito dal paese in cui vive, in quanto vi risiede stabilmente. Per ottenere la tessera sanitaria italiana è necessaria la residenza in Italia che garantisce le prestazioni sanitarie in Italia.

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