Domande e risposte

Rivedibilità dell’invalidità su paziente trapiantata.

Domanda

Il marito di una malata di FC, riconosciuta invalida al 100%, chiede se sia possibile che la revisione a 3 anni, stabilita in sede di commissione per l’invalidità, sia legata al trapianto di polmoni, che la signora ha nel frattempo fatto, e se, in conseguenza di ciò, esista il rischio potenziale futuro che venga tolta l’indennità di accompagno.

Risposta del S.S.

Consultato un medico legale dell’INPS, si apprende che:

  • la revisione a tre anni può essere legata sia al trapianto di polmoni, sia al fatto di voler valutare eventuali modificazioni del quadro clinico della malattia, sia ad impostazione adottata dall’INPS negli ultimi anni, di un maggiore rigore nei controlli.
  • Non si può escludere del tutto che ci possa essere una revisione dell’indennità di accompagno (può anche essere il contrario) in quanto, pur permanendo la malattia, la situazione generale potrebbe permettere alla paziente maggiore autonomia.

Orientamento lavorativo

Domanda

Ragazza di 25 anni, malata di FC riconosciuta solo nel 2008 perché sempre diagnosticata male, seguita dal Centro di Supporto di residenza, e’ invalida al 75% e percepisce pensione di invalidita’. Effettua la fisioterapia da sola a casa ma a volte si sottopone a endovena e usa l’ossigeno quando si stanca durante il giorno; molto magra, riferisce che gli organi interessati maggiormente nel suo caso sono sia polmoni che pancreas. Diplomata, non ha mai lavorato, vive in famiglia e cerca una prima occupazione.
Chiede informazioni ed orientamento circa la possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro. E’ iscritta al collocamento nelle liste speciali.

Risposta del S.S.

La ragazza può rivolgersi presso il proprio comune di residenza chiedendo se sono disponibili borse lavoro alle quali può accedere considerato il suo punteggio di invalidità.
E’ stata indirizzata a chiedere all’ufficio URP del comune o sul sito della sua provincia, informazioni riguardo i centri di orientamento e formazione lavoro nonché per l’eventuale attivazione di tirocini formativi, considerato che si tratterebbe di un primo impiego.

Cure trasfrontaliere – curarsi in Europa

Domanda

Quali sono le tutele sanitarie(reperimento farmaci) per chi vuole fare un’esperienza di vita in Europa?? Studente universitario di 26 anni.

Risposta del S.S.

Ad oggi quando un paziente affetto da fibrosi cistica decide di recarsi temporaneamente all’estero, in particolar modo in uno degli stati membri dell’Unione Europea, il consiglio che riceve è quello di partire preparato, portando con sé una scorta di farmaci sufficiente per circa i primi tre mesi e poi, ove possibile, tornare per fare rifornimento oppure, in alternativa, farsi prendere e spedire i farmaci dall’Italia con l’aiuto di un familiare.

Ad oggi questo è il metodo di sicuro, per non rimanere senza farmaci, per non rischiare di creare confusione e per non dover anticipare ingenti somme di denaro acquistandoli in loco (con il rischio poi di non trovare lo stesso farmaco).

Importanti novità sono state introdotte grazie al Decreto Legislativo n. 38 del 4 marzo 2014, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del  21 marzo 2014 ed in vigore a partire dal 5 aprile.

Il Decreto Legislativo recepisce la Direttiva 2011/24/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 9 marzo 2011, concernente l’applicazione dei diritti dei pazienti relativi all’assistenza sanitaria transfrontaliera, e la Direttiva di esecuzione 2012/52/UE della Commissione del 20 dicembre 2012, comportante misure destinate ad agevolare il riconoscimento delle ricette mediche emesse in un altro Stato membro.

In sintesi, sono questi i principali  diritti che spettano ai cittadini dell’Unione Europea:

–        ottenere assistenza sanitaria in un altro Paese dell’Unione Europea, scegliere il professionista sanitario a cui rivolgersi e la struttura sanitaria dove curarsi.

–        ottenere più facilmente il riconoscimento della ricetta rilasciata dal proprio medico o da un medico di un altro Stato dell’Unione Europea al fine di ricevere un farmaco o dispositivo medico

–        ricevere un rimborso delle spese sostenute per le cure ricevute e i farmaci o dispositivi medici acquistati.

I cittadini possono ottenere informazioni sui loro diritti in materia di assistenza sanitaria transfrontaliera consultando nel sito www.salute.gov.it l’area dedicata alle Cure nell’Unione Europea, che illustra quali sono gli strumenti normativi ad oggi vigenti e le procedure da seguire per ottenere cure all’interno dei Paesi dell’Unione Europea.

Dal 5 aprile è attivo il Punto di Contatto Nazionale sull’assistenza transfrontaliera, che permette al paziente di ottenere informazioni per poter compiere la scelta più adeguata al proprio caso clinico.

Compilando un modulo di richiesta di informazioni, il cittadino può rivolgersi direttamente al Punto di Contatto Nazionale  chiedendo informazioni su:

–        cure rimborsabili

–        termini, condizioni e procedure per la richiesta di autorizzazione preventiva e di rimborso dei costi sostenuti

procedure di ricorso, amministrative e giurisdizionali, per risolvere le controversie in caso di rifiuto di autorizzazioni e rimborsi.

PRESCRIZIONI MEDICHE E CONTINUITÀ DELLE CURE

DESCRIZIONE

La prescrizione medica rilasciata in un Paese dell’Unione Europea è riconosciuta in tutti gli altri Paesi dell’Unione Europea (art. 11 della Direttiva UE n. 24 del 9 marzo 2011).

Tuttavia, per determinate ragioni (tutela della salute umana, dubbi circa l’autenticità, il contenuto o la comprensibilità di una singola prescrizione e ragioni etiche) i medicinali e i dispositivi medici potrebbero non esserti dispensati.

Non sono riconosciute le prescrizioni relative ai medicinali soggetti a prescrizione medica speciale (di cui all’art. 71 par. 2 della Direttiva CE n. 83 del 6 novembre 2001, recepita in Italia con Decreto Legislativo n. 219 del 26 aprile 2006), come ad esempio i medicinali contenenti sostanze classificate come psicotrope o stupefacenti.

CONTENUTO DELLE PRESCRIZIONI MEDICHE

Per  facilitare il riconoscimento della prescrizione in un altro Stato dell’Unione Europea, occorre verificare che la stessa contenga almeno i seguenti dati:

Identificazione del paziente

  • Cognomi
  • Nomi (scritti per esteso, vale a dire non solo le iniziali)
  • Data di nascita

Autenticazione della ricetta

  • Data di emissione

Identificazione del professionista sanitario che rilascia la prescrizione

  • Cognomi
  • Nomi (scritti per esteso, vale a dire non solo le iniziali)
  • Qualifica professionale
  • Dati di contatto diretto (indirizzo di posta elettronica e telefono o fax, questi ultimi entrambi con il prefisso internazionale)
  • Indirizzo professionale (deve contenere il nome dello Stato membro in questione)
  • Firma (forma scritta o digitale in base al mezzo scelto per l’emissione della ricetta)

Identificazione del prodotto prescritto, se applicabile

  • Denominazione generica INN (International Nonproprietary Name), quale definita nell’articolo 1 della Direttiva CE n. 83 del 6 novembre 2001, recante un codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano
  • Denominazione commerciale se:
    • il prodotto prescritto è un medicinale biologico (quale definito nell’allegato I, parte I, punto 3.2.1.1, lettera b) della Direttiva CE n. 83 del 6 novembre 2001), oppure se il professionista sanitario che rilascia la prescrizione lo ritenga necessario per ragioni mediche; in tal caso sulla ricetta devono essere esposti succintamente i motivi che giustificano l’uso della denominazione commerciale.
  • Formulazione farmaceutica (compresse, soluzione, ecc.)
  • Quantità
  • Dosaggio, secondo il disposto dell’articolo 1 della Direttiva CE n. 83 del 6 novembre 2001
  • Posologia

(si può consultare la Direttiva UE n. 52 del 20 dicembre 2012

RIMBORSI

Se il paziente iscritto al Servizio Sanitario Nazionale ed ha acquistato nell’Unione Europea un medicinale e/o un dispositivo medico con prescrizione medica, al rientro, potrà richiedere il rimborso alla ASL di appartenenza.

Per ottenere il rimborso del costo sostenuto dovrà presentare una apposita domanda alla ASL di appartenenza, allegando la prescrizione medica e la fattura o ricevuta di pagamento, entrambi in originale, entro 60 giorni dalla data di  utilizzo della ricetta, mentre la Asl avrà ulteriori 60 giorni dal ricevimento della stessa per corrispondere il rimborso.

Si raccomanda di conservare la prescrizione e la ricevuta o fattura di pagamento, che potrebbero essere richieste per ottenere il rimborso.

Possibilità di essere chiamati a revisione e che sia tolta l’indennità di accompagno su malato, che ha avuto trapianto di polmone.

Domanda

Parente di malato F.C. chiede la revisione a tre anni da parte dell’INPS sia legata al trapianto di polmone e se esista la possibilità che venga tolta l’indennità d’accompagno.

Risposta del S.S.

La revisione a tre anni può essere legata sia al trapianto di polmoni, sia al voler valutare eventuali modificazioni della malattia, sia ad un’impostazione adattata dall’INPS negli ultimi anni di una più attento controllo a campione sull’invalidità.

Non si può escludere totalmente che ci possa essere una revisione dell’indennità di accompagno, legata al trapianto in quanto, pur permanendo la malattia, la situazione generale potrebbe permettere una maggiore autonomia.

 

Riconoscimento ritenuto improprio della percentuale di invalidità: come muoversi

Domanda

Giovane malata chiede informazioni relative alla sua percentuale di invalidità e al fatto che non le e’ stato riconosciuto il 100%; al tempo fece ricorso alla decisione della commissione (due anni fa attraverso un caf-patronato conosciuto dalla famiglia), senza che questo abbia portato alcun esito positivo.

Risposta del S.S.

la giovane è stata informata della possibilità di presentare ad oggi un aggravamento (per il ricorso oramai sono scaduti i termini), se le condizioni di salute nel frattempo lo permettono, puntando molto sulla certificazione che deve rilasciare il centro di riferimento.
È stata informata dell’esistenza dell’ANMIC che potrebbe essere un riferimento più specifico per tutelare i suoi diritti.

Provvidenze economiche per minorenni ed autorizzazioni del giudice tutelare – problema superato

Domanda

E’ stato riconosciuto a mio figlio il diritto all’assegno di accompagnamento ma, al momento dell’accredito da parte dell’Inps l’ufficio Postale ha richiesto l’autorizzazione del giudice tutelare a poter aprire il libretto e disporre in seguito delle somme. E’ questa la procedura giusta?

Risposta del S.S.

Con il Messaggio n.3606/2014  del 26 marzo 2014 l’Inps chiarisce che non serve l’autorizzazione da parte del Giudice Tutelare per gestire e aprire un conto corrente intestato al minore beneficiario dell’indennità di accompagnamento, o in alternativa dell’indennità di frequenza scolastica; tali indennità, infatti, sono gestite direttamente da chi esercita la potestà genitoriale per l’assistenza e la cura del minore (di solito il genitore), in quanto sono da qualificarsi quali atti di ordinaria amministrazione, ai sensi dell’art. 320, comma 1 del codice civile.

Tale comunicazione da parte di Inps si è vista necessaria a seguito di numerose richieste di chiarimenti in merito alle difficoltà riscontrate da molti cittadini nell’apertura e/o nella gestione di conti corrente o libretti nominativi intestati a minori destinatari di prestazioni assistenziali.

Ne consegue, quindi, che il rappresentante legale del minore ha facoltà di compiere, senza specifica autorizzazione da parte del giudice, tutti i singoli atti necessari per percepire gli importi spettanti, compresa l’apertura e la gestione di un conto corrente intestato al minore beneficiario della prestazione. Analogo discorso va fatto nel caso di riscossione di eventuali ratei arretrati delle indennità in oggetto, non incidendo le modalità di erogazione dell’indennità sulla natura giuridica della stessa.

Possibilità per i genitori di neonata con F.C. di detrarre dalle tasse le spese di benzina per gli spostamenti per visita medica della figlia.

Domanda

A.S. chiede se genitori di neonata affetta da F.C. possono detrarre dalle tasse le spese di benzina usata per spostarsi per le visite mediche.

Risposta del S.S.

Sono stati forniti all’A.S. sia i recapiti telefonici dell’Associazione Regionale sia quelli della Lega Italiana F.C. per fornire la possibilità di un rapporto diretto con questi genitori.

Abbassamento della percentuale di invalidità

Domanda

Genitore di bambina di 8 anni affetta da FC e riconosciuta alla nascita. Seguita da sempre dal centro di riferimento territoriale, dal 2011 ha preferito far seguire la figlia da un altro centro, a suo avviso più rinomato, per i peggioramenti riscontrati nella figlia.
La bambina, riconosciuta invalida con accompagno e legge 104 da sempre, nel 2008 e’ stata sottoposta per l’invalidità a 2° revisione e nel 2010 a 3° revisione. In seguito a quest’ultima revisione dell’invalidità e’ stata riconosciuta una minore invalidità (minore del 100%) e le e’ stato tolto l’assegno di accompagno (comunicazione del marzo 2011), concedendole l’indennità di frequenza. La commissione non ha voluto vedere la documentazione portata (cartelle cliniche) ma solo prendendo visione del certificato del centro di cura, in questo caso l’ultimo (non era un certificato di tipo storico e non si evinceva l’aggravamento della situazione).

Risposta del S.S.

La signora può decidere se presentare ricorso alla decisione della commissione presentando la documentazione dal 2008 in suo possesso nonché facendosi rilasciare dall’attuale centro di cura un certificato specifico e dettagliato della situazione attuale della bambina, facendo emergere l’aggravamento che dal 2008 ad oggi e’ stato riscontrato anche dal centro di cura (una fisioterapia in più a settimana, due aerosol in più a settimana, etc…) in modo da dare una chiara lettura della situazione attuale della bambina e l’inesattezza, se così fosse, della precedente verbalizzazione (riscontrata minore invalidità), allegando anche il nuovo riconoscimento della situazione di gravità (lg.104/92), qualora concesso.

Sospensione degli assegni familiari e richiamo a visita del malato con certificato di stato invalidante.

Domanda

Genitore di malato 23 (ossigeno dipendente ed invalido al 100%) chiede informazioni sia sul fatto che, nonostante la richiesta di rinnovo dei permessi relativa alla legge 104 e delle motivazioni per cui sono stati sospesi gli assegni familiari da 4 mesi l’INPS hanno richiamato a visita il malato in una sede diversa da quella di residenza.

Risposta del S.S.

Attraverso una telefonata alla sede INPS, che ha inviato la richiesta di visita, si viene a sapere che tale sede funziona da raccordo per tutta la problematica relativa ai permessi per la legge 104 del Comune di Roma.
Per il caso in questione l’impiegata suggerisce di chiamare la medicina legale, fornendoci il numero.
Si informa il genitore di quello che abbiamo appreso e si suggerisce di chiamare il medico legale, che nel frattempo si è trasferito presso la sede, che ha invitato a visita il malato.

Acquisto immobile e accensione mutuo: agevolazioni per soggetti invalidi

Domanda

Ragazza affetta da FC ed in cura presso il Centro di Supporto di residenza intende acquistare un immobile con relativo mutuo . chiede se la sua condizione di invalida civile al 100% le dà diritto a concessioni ed agevolazioni particolari, sul notaio o sulle banche o altre cose in merito che potrebbero esserle utili.

Risposta del S.S.

Verificando con la sede centrale dell’Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi Civili abbiamo avuto conferma che per il solo fatto di essere invalidi non sono previsti sconti o agevolazioni per il mutuo o per le altre spese (notaio). Abbiamo però riscontrato la possibilità, per chi acquista un immobile come “prima casa” (qualora fosse la sua situazione), che è possibile usufruire di sostegni – contributi o agevolazioni – da parte della propria regione di appartenenza. valutando la possibilità di accedere a tali strumenti, potrebbe poi decidere se allegare o meno della documentazione sanitaria, ma questo sarà a sua discrezione, magari informandosi prima se può o meno essere utile al fine della concessione.

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