Domande e risposte

Riconoscimento di prestazioni erogabili in esenzione.

Domanda

Una signora, a cui è stata diagnosticata la FC a 46 anni e le è stata riconosciuta un’invalidità del 37% ed una codice di esenzione 018, si trova in difficoltà, in quanto, mentre il medico del Centro regionale per la FC la informa che lei ha diritto alle prestazioni sanitarie appropriate per il monitoraggio della malattia, delle sue complicanze e per la prevenzione degli ulteriori aggravamenti, il medico di base ritiene che alcune prestazioni non siano dovute perché non attinenti alla malattia.

La signora chiede quindi come deve comportarsi, visto che è madre di due bambine e risiede lontano dal Centro per la FC.

Risposta del S.S.

La circolare n. 13 del 13/12/2001 al comma 2.3 così recita:

“Prestazioni erogabili in esenzione”:

per alcune particolari malattie e condizioni (es. Fibrosi Cistica) non sono identificate le singole prestazioni erogabili in esenzioni in quanto le necessità dei soggetti affetti sono estese e variabili. Il medico di fiducia pertanto le individuerà di volta in volta in relazione alle specifiche condizioni cliniche.

Ciò garantisce una migliore tutela del malato ed una maggiore flessibilità applicata da parte del medico. Il decreto n. 329/1999 non prevede l’esenzione per le prestazioni finalizzate alla diagnosi della malattia, il diritto di esenzione è riconosciuto per la malattia accertata.

Si suggerisce alla signora che, oltre far vedere al suo medico di base quanto sopradescritto, chieda al direttore del Centro per la FC la prescrizione di accertamenti e di cure timbrate e firmate da portare al suo medico di fiducia, come da questi a lei richiesto.

Riconoscimento Dello Stato Di Handicap – Ricorsi

Domanda

è possibile presentare ricorso quando viene riconosciuta un’invalidità inferiore all’80% ai malati in forma lieve di FC?

Risposta del S.S.

per il riconoscimento incongruo dell’invalidità civile e dello stato di handicap è possibile presentare ricorso entro i termini previsti dalla legge, ovvero 180 gg. (o 6 mesi) dal ricevimento del verbale, contro le corrispondenti Commissioni Mediche della Asl competente, quindi di residenza del malato.
Dal 1° gennaio 2005 tutti coloro che vogliono presentare ricorso contro le valutazioni delle Commissioni Mediche della Asl possono farlo solo con un RICORSO GIUDIZIALE, ovvero dinanzi ad un giudice, assistiti da un avvocato (se il reddito è basso il malato può accedere al “Gratuito Patrocinio” a spese dello Stato – art. 24 Costituzione Italiana).
Quando il ricorso ha esito positivo, vengono pagati i benefici a partire dal 1° mese successivo a quello della presentazione della domanda di accertamento dell’invalidità civile o dello stato di handicap.
Quando il ricorso ha esito negativo, la persona dovrà pagare anche le spese processuali se ha un reddito superiore a € 18.592,44 più € 1.032,91 per ogni familiare convivente (limiti di reddito validi per il 2011)

Riscaldamento nelle scuole

Domanda

Nella scuola media statale di frequenza di mio figlio il riscaldamento è gestito dal comune che per risparmiare tiene i locali freschi o addirittura freddi. Siamo in possesso della L.104/92. Volevo chiedere se in base al DPR 412/93 (che stabilisce temperatura 20°C+/-1) e alla L.104/92 (che obbliga la scuola a creare le condizioni favorevoli alla frequenza del portatore di handicap )possiamo far valere i nostri diritti e necessità?

Risposta del S.S.

Sarebbe consigliato, dopo un primo tentativo basato sul dialogo con il dirigente scolastico, l’invio di una raccomandata alla Scuola e per conoscenza al provveditorato competente, indicando tutta la normativa già citata – L.104/92 e D.P.R. 412/93 – avvertendo che in mancanza di attuazione della stessa si agirà giudizialmente.

Se si ritiene opportuno, stando alla legislazione di riforma in vigore che pone l’obbligo scolastico fino a 17 anni e che nel caso specifico lo studente è inserito nel contesto della scuola secondaria di primo grado (ex scuola media), può essere citata anche la L.548/93 che parla di agevolare l’inserimento scolastico dei pazienti con FC.

 

Richiesta di permesso retribuito ad un congiunto di paziente ricoverato per trapianto.

Domanda

Marito di una malata di FC, in attesa di trapianto di polmoni, domanda se potrà chiedere un permesso di due anni retribuito, in quanto essendo i due coniugi giovani e dovendo pagare un mutuo di casa non possono permettersi un permesso non retribuito. Sino ad oggi ha sempre seguito la moglie in ospedale con permessi e ferie. A maggior ragione vorrebbe assisterla prima e dopo il trapianto anche in ospedale.

Risposta del S.S.

Avendo consultato l’istituto di previdenza di riferimento (INPDAP) si apprende che nella circolare n. 31 del 12/05/2004, in attuazione della legge n. 350, art. 3 comma 106, del 24/12/2003 (legge finanziaria 2004) il congedo straordinario, della durata massima di due anni può essere usufruito dal coniuge, “a condizione che i soggetti con handicap grave non siano ricoverati a tempo pieno presso istituti specializzati e non prestino attività lavorative”.

Il periodo di congedo, visti anche i contratti di lavoro nazionali per i lavoratori degli Enti Locali, incide negativamente sulla maturazione delle ferie, salvo diversa previsione contrattuale.

Approfondimento Utente

Dall’utente si ricevono le seguenti informazioni, da lui trovate sul sito del patronato CGIL e CSL:

il congedo retribuito, pur rimanendo l’impossibilità di ottenere il permesso retribuito se il parente è ricoverato presso struttura ospedaliera in maniera continuativa, può essere concesso se:

  • Il malato è un bambino con grave handicap con meno di 3 anni;
  • Il ricovero, per motivi diagnostico terapeutici di un disabile con handicap grave che necessità di assistenza;
  • La presenza di un familiare sia stata richiesta dall’ospedale, in quanto il disabile ricoverato necessita di assistenza per la buona riuscita delle cure.

Lavoro e disabilità – Mansioni in ambito lavorativo

Domanda

la dicitura “capacità motorie ridotte” riportata nell’attestazione dello stato di invalidità può comportare problemi sull’attività lavorativa svolta dal soggetto invalido?

Risposta del S.S.

l’inabilità al lavoro riconosciuta con l’invalidità al 100% è sì una limitazione nello svolgimento di alcune mansioni, ma tale limitazione è riferita solo a quelle specifiche mansioni che la propria problematica sanitaria potrebbe non sostenere. Non è rivolta pertanto a qualsiasi impiego si svolga, ma è specifica sulla problematica per la quale la persona è dichiarata invalida e per la quale potrebbe avere delle “capacità lavorative ridotte”. Il lavoratore dovrà pertanto essere impiegato in altra mansione per la quale non ha limitazione alcuna.

Diritto agli arretrati dell’assegno di accompagno per patologia alla nascita anche se mai è stato richiesto e riconosciuto dall’INPS?

Domanda

A mio figlio di cinque anni è stata diagnosticata la FC alla nascita. Ora ci stiamo muovendo per richiedere l’indennità di accompagnamento (pensavamo non spettasse per questa patologia); volevamo sapere se l’Inps è tenuto a versare gli arretrati dal 2008 ad oggi.

 

Risposta del S.S.

L’indennità di accompagnamento spetta agli invalidi civili totali (invalidità del 100%) che si trovino in una delle seguenti condizioni:

–           impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore

–           incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita e conseguente necessità di un’assistenza continua.

L’indennità spetta indipendentemente dall’età, cioè anche ai minori di 18 anni, e dal reddito.

I soggetti beneficiari sono:

–           cittadini italiani residenti sul territorio nazionale;

–           cittadini degli Stati membri dell’Unione Europea residenti in Italia;

–           cittadini di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno CE per “soggiornanti di lungo periodo” (D. Lgs. N.3 del 2007 che recepisce la Direttiva Comunitaria del 2003).

Il diritto all’indennità di accompagnamento prescinde da ogni limite di reddito ed è cumulabile con la pensione di inabilità (ricorrendo, per quest’ultima, il requisito reddituale e quello dell’età).

Non spetta all’invalido minorenne se questi percepisce indennità di frequenza.

Non spetta in caso di ricovero totalmente gratuito in una struttura pubblica per fini riabilitativi (sono esclusi i ricoveri per cure di patologie) e viene sospeso se il soggetto risulta ricoverato per un periodo superiore ai 30 gg. (deve comunicarlo all’Inps attraverso la dichiarazione di responsabilità ICRIC)

È compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa.

L’invalido minorenne che abbia ottenuto l’indennità di accompagnamento deve, al raggiungimento del 18° anno di età, presentare domanda per essere sottoposto a nuova visita medica per essere rivalutato al fine di ottenere/mantenere il beneficio.

L’importo dell’indennità di accompagnamento per l’anno 2013 è di € 499,27 mensili su dodici mensilità.

Annualmente va presentata la dichiarazione di responsabilità circa l’assenza di ricovero.

Il diritto allo stato invalidante o ad un beneficio di natura economica correlato, ha natura d’essere se, su specifica domanda, viene riconosciuto.

La legge tutela i pazienti di FC in quanto, per caratteristiche socio-sanitarie, li connota nella categoria degli invalidi civili ma non per questo li obbliga, quindi un paziente FC può anche decidere di non presentare mai nessuna richiesta di invalidità o altro, senza pertanto percepire alcun beneficio.

È una scelta personale ed è comunque tutelato dalla L.548/93 per quanto riguarda cure, farmaci ed altro.

L’invalidità o l’accompagno non possono essere riconosciuti per il solo fatto di essere affetti da una patologia, in questo caso da FC dalla nascita, ma bisogna comunque sempre presentare una richiesta (alla Asl) ed aspettare una risposta (dalla Asl e dall’Inps).

La legge (D.M. 5.02.1992 Ministero Sanità) prevede che il paziente di FC abbia diritto allo status di invalido civile con riconoscimento dell’80% o del 100% (se minorenne senza una specifica percentuale). Per ottenere tale diritto deve sottoporsi a commissione medica che attesti il suo status.

Per quanto riguarda l’assegno di accompagnamento il diritto per il paziente FC non è stabilito dalla legge, ovvero la sua concessione avviene su richiesta dell’interessato ed in seguito alla valutazione di una commissione medica esaminatrice, sulla base di documentazione sanitaria fornita che faccia comprendere la gravità e la non autosufficienza correlata alla malattia.

Il paziente ha il diritto di presentare la domanda ma deve attendere l’esito della pratica che, a seconda della patologia, della sua gravità e della compromissione che essa ha nella vita del richiedente, può vedere riconosciuto un diritto in più, ovvero l’assegno di accompagno.

Non può per questo essere erogato se mai richiesto.

Tutela dei malati in stato di detenzione.

Domanda

Familiare di un malato di FC chiede quale prassi sia da seguire per tutelare il congiunto in carcere, poiché le sue sollecitazioni all’autorità giudiziaria non hanno avuto alcun esito, in quanto hanno giudicato la FC compatibile con il carcere.
Dopo breve tempo di permanenza in carcere il malato è stato ricoverato d’urgenza in ospedale.

Risposta del S.S.

Chiedere al medico curante una relazione dettagliata sullo stato di salute del paziente e sui rischi in cui può incorrere.

Cercare di consegnarla al medico del carcere, previo parere dell’avvocato che segue il detenuto.

 

Contrassegno Auto

Domanda

un genitore di malato FC minorenne, al momento in buone condizioni di salute, al quale è stata riconosciuta un’invalidità del 100% e con l’art. 3 comma 3 della Legge 104/92 anche lo stato di handicap grave, chiede se per il figlio minore ha diritto al rilascio del contrassegno auto per portatori di handicap.

Risposta del S.S.

Essendo ad oggi il minore in buone condizioni di salute e non presentando difficoltà di deambulazione, non rientra nelle categorie a cui è riservato il diritto del tagliando auto, come previsto dall’art. 381 del DPR n.495/92 (comma 2: “… per la circolazione e la sosta dei veicoli a servizio delle persone invalide con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta, il sindaco rilascia apposita autorizzazione in deroga, previo specifico accertamento sanitario. L’autorizzazione è resa nota mediante l’apposito «contrassegno invalidi…” e comma 3 “… per il rilascio della autorizzazione di cui al comma 2, l’interessato deve presentare domanda al sindaco del comune di residenza, nella quale, oltre a dichiarare sotto la propria responsabilità i dati personali e gli elementi oggettivi che giustificano la richiesta, deve presentare la certificazione medica rilasciata dall’ufficio medico-legale dell’Unità Sanitaria Locale di appartenenza, dalla quale risulta che nella visita medica è stato espressamente accertato che la persona per la quale viene chiesta l’autorizzazione ha effettiva capacità di deambulazione sensibilmente ridotta…”).
Il solo riconoscimento di una invalidità non da diritto al rilascio del tagliando auto, ma si devono presentare le condizioni di gravità e la riduzione delle capacità di deambulazione o psichiche o sensoriali, documentate da apposita visita e certificazione, che non è la copia del verbale di invalidità.

Tirocini universitari – come affrontarli o sostituirli

Domanda

Esistono leggi o disposizioni speciali per persone con disabilità e con la FC che hanno l’obbligo di frequentare un tirocinio universitario, comportante un dispendio di tempo notevole (250 ore).

 

Risposta del S.S.

Per garantire il diritto allo studio, molti atenei hanno attivato diverse iniziative, in attuazione della Legge quadro 104/92 e successive modifiche e integrazioni, apportate in particolare con la Legge 17/99.

Tali attività di supporto e di assistenza agli studenti diversamente abili o invalidi sono designate con la denominazione di “Tutorato Specializzato”, che prevede servizi volti all’inserimento dello studente disabile nella vita universitaria e alla rimozione delle condizioni penalizzanti sul piano dell’acquisizione delle pari opportunità di studio e di trattamento. Generalmente tali attività sono demandate all’Ufficio Diversamente Abili dell’ateneo, esistente in diverse università italiane, deputato alla gestione dei servizi di tutorato specializzato. In particolare esso offre il supporto tecnico  organizzativo ai docenti referenti di facoltà per l’organizzazione didattica, per la eventuale preparazione di piani di studio individualizzati e per l’espletamento delle prove equipollenti di esame.

Gli studenti impossibilitati a svolgere il Tirocinio Curriculare Obbligatorio per comprovati gravi motivi di salute, possono chiederne l’esonero, e quindi l’assegnazione di Attività Sostitutive, presentando una richiesta, motivata e debitamente documentata, agli uffici competenti dell’ateneo, di norma  Ufficio Tirocini o Ufficio Orientamento o Ufficio Diversamente Abili o Ufficio Relazioni con il Pubblico.

La documentazione raccolta viene sottoposta alla valutazione della Commissione specifica (se presente), che in caso di approvazione della richiesta di esonero dal tirocinio obbligatorio, assegnerà allo studente le Attività Sostitutive nominando il docente tutore, al quale saranno inviati il diario delle attività dello studente, ed il Regolamento delle Attività Sostitutive a cui dovrà attenersi.

Le attività sostitutive di norma possono consistere in: progetti-lavoro; collaborazioni a programmi di ricerca; partecipazione a seminari interni o a convegni dell’Università; redazione di tesine ed altri elaborati scritti, etc.

Le attività devono essere concordate preventivamente con il docente tutore.

Il carico di lavoro per ciascuna attività sostitutiva dovrà essere tale da consentire il riconoscimento dei crediti formativi corrispondenti al tirocinio obbligatorio previsto nel Piano di Studio dello studente.

 

Tutela del paziente che si reca per studio in un paese della C.E.

Domanda

Paziente di 29 anni che si è recata in Inghilterra per studio.

Pur avendo ricevuto assicurazione che con la tessera sanitaria valida per i paesi della comunità europea e la relazione del Centro di cura per la FC della sua regione avrebbe potuto accedere al Centro per la FC(Royal Brompton Hospital) per le visite. Recatasi presso tale ospedale per chiedere una visita, ha ottenuto solo la puntura periodica di konakion. Ha dovuto portare, come bagaglio a mano i medicinali.

Dovendosi nuovamente recarsi in Inghilterra per studio, chiede :

se esiste un sistema di approvvigionamento dei farmaci direttamente presso una farmacia del posto, convenzionata con la ASL di appartenenza; quale sia la prassi da seguire per una visita di controllo considerata non urgente, presso un centro di FC all’estero.

Risposta del S.S.

Dopo consultazione di un dirigente del Ministero della Salute per i problemi di rapporti con i paesi della comunità europea si ottiene la seguente risposta:

Insistere presso la ASL di appartenenza per il rilascio dell’attestato € 112,00, per le visite specialistiche, ed informarsi sulla possibilità di rimborso delle spese farmaceutiche , se anticipate.

Le prestazioni farmaceutiche potranno anche essere non anticipate, se a prescriverle sarà lo specialista da consultare sul posto, sempre che siano considerate gratuite dalla legislazione britannica.

 

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