Domande e risposte

Orientamento Territoriale

Domanda

un malato fc, anziano e residente solo, invalido al 100% non autosufficiente ed allettato, può usufruire di servizi socio – sanitari a domicilio?

Risposta del S.S.

sulla base della normativa vigente (Costituzione Italiana, Lg.328/00 e succ..) ad ogni persona è garantito un sistema integrato di interventi e servizi sociali atti ad assicurare uno stile di vita adeguato e privo di fattori discriminanti; pertanto, una persona anziana affetta da patologia specifica ed invalidante, come pertanto la fibrosi cistica, può usufruire dei servizi socio-sanitari gratuiti, o a pagamento da stabilire sulla base del proprio reddito e dei parametri stabiliti dal proprio comune di residenza, messi a disposizione dalle strutture pubbliche del proprio territorio, come l’ufficio dei Servizi Sociali Comunali o dell’Azienda Sanitaria Locale (Asl). I servizi sociali del proprio territorio offrono così interventi e servizi specifici, in questo caso domiciliari, come:

  • assistenza domiciliare (Comune)
  • assistenza domiciliare integrata (Comune ed Asl)
  • CAD: assistenza infermieristica a domicilio (Asl)
  • eventuali progetti specifici del proprio territorio [es. fondi Lg.162/98 per disabili con riconoscimento art.3 comma 3 della Lg.104/92] (Comune e Asl).

Assegno di Accompagnamento: in FC è sempre un diritto per tutti?

Domanda

7 anni fa, previa visita presso la Commissione ad hoc, mio figlio ha ricevuto la pensione di invalidità e non l’accompagnamento. Altri genitori mi hanno informato che invece quest’ultimo spetta. E’ vero? Eventualmente per ottenerlo devo intraprendere la via legale? 

Risposta di S.S.

L’invalidità civile e l’indennità di accompagnamento sono benefici riconosciuti ai soggetti che, a seguito di una domanda ed all’esito della visita dinanzi alla Commissione Medica per gli Invalidi Civili della Asl di residenza, ricevono il riconoscimento dello status di invalido civile (parziale o totale) ed eventualmente del sostegno economico statale pagato dall’Inps (che può essere erogato alle persone che non possono compiere gli atti quotidiani della vita, non deambulanti, che hanno bisogno di assistenza continuativa).

 Il D.M. 5.02.1992 – Ministero Sanità prevede che il paziente con FC abbia diritto allo status di invalido civile con riconoscimento in quota fissa, ad oggi, dell’80% (cod. tabellare 6406) o del 100% (cod. tabellare 6430).  Solo il riconoscimento del 100% di invalidità può dare diritto anche all’assegno di accompagnamento.

Qualora si trattasse di minorenne, l’esito della Commissione non prevede una espressione percentuale ma la definizione di “minore con persistente difficoltà a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età”; su questo viene valutato l’eventuale diritto all’assegno di accompagnamento.

 Il diritto per il paziente FC all’assegno di accompagnamento pertanto non è stabilito da una legge specifica, ovvero la sua concessione avviene su richiesta dell’interessato ed in seguito alla valutazione della commissione medica esaminatrice, sulla base di documentazione sanitaria fornita che consenta alla Commissione di valutare e comprendere la gravità e la non autosufficienza correlata alla malattia ed all’età.

Il paziente ha il diritto di presentare la domanda ma deve attendere l’esito della pratica che, a seconda della patologia, della sua gravità e della compromissione che essa ha nella vita del richiedente, può vedere riconosciuto anche il diritto all’assegno di accompagno.

Qualora si ritenesse la valutazione della Commissione Medica inadeguata, e si fosse ancora nei termini previsti per l’avvio dell’accertamento tecnico preventivo obbligatorio (ex ricorso), ovvero entro i 90 gg. dal ricevimento del verbale l’interessato, o il genitore di minore, può appellarsi a tale decisione. Se invece i tempi fossero già trascorsi, potrà presentare una nuova domanda, chiedendo di rivalutare la situazione con un aggravamento

Detrazione fiscale su assegno ordinario di inabilità.

Domanda

Persona di 35 anni, malata di FC, 100% di invalidità, titolare di assegno ordinario di inabilità da contributi, chiede se sia corretto che dichiari sul 730 il reddito da assegno di inabilità in quanto ha subito una forte detrazione ad opera del cumulo con il reddito da lavoro.

Risposta del S.S.

Interpellato un medico legale dell’INPS, che conferma che essendo l’assegno un reddito, deve essere dichiarato.

Ciò può influire sull’aliquota fiscale di trattamento a carico del paziente in quanto titolare anche di un reddito da lavoro a cui si somma.

 

Fecondazione in vitro

Domanda

Soggetto non affetto da FC chiama chiedendo informazioni riguardo alla possibilità di effettuare analisi utili al percorso intrapreso con la moglie per la fecondazione in vitro usufruendo dell’esenzione ticket, visto che dalle prime informazioni ricevute ha saputo che il costo di tale analisi si aggira intorno ai 500€. Nella sua famiglia ne’ in quella della moglie ci sono casi di fibrosi cistica.

Risposta del S.S.

Accolta la richiesta, sentita l’assistente sociale del Centro di Roma per vedere se situazioni analoghe erano giunte nel Lazio, e’ stato informato che, almeno nella Regione Lazio, se non c’e’ familiarità con la malattia (entro il 3° grado di parentela) tali analisi sono a pagamento. E’ stato pertanto messo nella condizione di contattare il centro regionale di riferimento.

Domanda di invalidità civile: quali i tempi della convocazione a visita.

Domanda

Sono la mamma di un bambino di pochi mesi al quale è stata diagnosticata la FC al primo mese dalla nascita. Ho presentato subito domanda per il riconoscimento dell’invalidità civile e dell’handicap L.104/92 ma, pur essendo trascorsi alcuni mesi, non ho ancora ricevuto la data di convocazione a visita presso la Commissione Medica. Esistono dei tempi stabiliti? Posso fare un sollecito?

Risposta del S.S.

La domanda per il riconoscimento dell’invalidità civile e/o dell’handicap –  L.104/92 si presenta presso o un CAF o un Patronato o sul portale dell’Inps; il sistema informatico genera una ricevuta con il protocollo della domanda che sarà utile per controllare la propria pratica in qualsiasi momento.
La procedura informatica propone in seguito un’agenda di date disponibili per l’accertamento presso la Commissione dell’Azienda USL.
La persona può a questo punto scegliere la data di visita o indicarne una diversa da quella che viene proposta, scegliendola tra le ulteriori date che vengono indicate dal sistema.
Vengono fissati indicativamente dei nuovi limiti temporali che, per le visite ordinarie, prevedono un tempo massimo di 30 giorni dalla data di presentazione della domanda.

Se non è possibile, in tempo reale, fissare la visita entro l’arco temporale massimo, a causa dell’indisponibilità di date nell’agenda, la procedura può segnalare date successive al limite previsto, oppure registrare la domanda e riservarsi di definire in seguito la prenotazione della visita.

Una volta definita la data di convocazione, l’invito a visita è visibile nella procedura informatica (nel sito internet dell’Inps se si è in possesso del codice d’accesso) e viene comunque comunicato all’interessato attraverso lettera raccomandata con avviso di ricevimento all’indirizzo che è stato precedentemente comunicato.

I tempi cambiano a seconda delle Regioni, delle Province e delle singole Asl, sulla base del numero delle pratiche in lavorazione e di eventuali ritardi e problemi locali.

Rivedibilità dell’invalidità su paziente trapiantata.

Domanda

Il marito di una malata di FC, riconosciuta invalida al 100%, chiede se sia possibile che la revisione a 3 anni, stabilita in sede di commissione per l’invalidità, sia legata al trapianto di polmoni, che la signora ha nel frattempo fatto, e se, in conseguenza di ciò, esista il rischio potenziale futuro che venga tolta l’indennità di accompagno.

Risposta del S.S.

Consultato un medico legale dell’INPS, si apprende che:

  • la revisione a tre anni può essere legata sia al trapianto di polmoni, sia al fatto di voler valutare eventuali modificazioni del quadro clinico della malattia, sia ad impostazione adottata dall’INPS negli ultimi anni, di un maggiore rigore nei controlli.
  • Non si può escludere del tutto che ci possa essere una revisione dell’indennità di accompagno (può anche essere il contrario) in quanto, pur permanendo la malattia, la situazione generale potrebbe permettere alla paziente maggiore autonomia.

Orientamento lavorativo

Domanda

Ragazza di 25 anni, malata di FC riconosciuta solo nel 2008 perché sempre diagnosticata male, seguita dal Centro di Supporto di residenza, e’ invalida al 75% e percepisce pensione di invalidita’. Effettua la fisioterapia da sola a casa ma a volte si sottopone a endovena e usa l’ossigeno quando si stanca durante il giorno; molto magra, riferisce che gli organi interessati maggiormente nel suo caso sono sia polmoni che pancreas. Diplomata, non ha mai lavorato, vive in famiglia e cerca una prima occupazione.
Chiede informazioni ed orientamento circa la possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro. E’ iscritta al collocamento nelle liste speciali.

Risposta del S.S.

La ragazza può rivolgersi presso il proprio comune di residenza chiedendo se sono disponibili borse lavoro alle quali può accedere considerato il suo punteggio di invalidità.
E’ stata indirizzata a chiedere all’ufficio URP del comune o sul sito della sua provincia, informazioni riguardo i centri di orientamento e formazione lavoro nonché per l’eventuale attivazione di tirocini formativi, considerato che si tratterebbe di un primo impiego.

Cure trasfrontaliere – curarsi in Europa

Domanda

Quali sono le tutele sanitarie(reperimento farmaci) per chi vuole fare un’esperienza di vita in Europa?? Studente universitario di 26 anni.

Risposta del S.S.

Ad oggi quando un paziente affetto da fibrosi cistica decide di recarsi temporaneamente all’estero, in particolar modo in uno degli stati membri dell’Unione Europea, il consiglio che riceve è quello di partire preparato, portando con sé una scorta di farmaci sufficiente per circa i primi tre mesi e poi, ove possibile, tornare per fare rifornimento oppure, in alternativa, farsi prendere e spedire i farmaci dall’Italia con l’aiuto di un familiare.

Ad oggi questo è il metodo di sicuro, per non rimanere senza farmaci, per non rischiare di creare confusione e per non dover anticipare ingenti somme di denaro acquistandoli in loco (con il rischio poi di non trovare lo stesso farmaco).

Importanti novità sono state introdotte grazie al Decreto Legislativo n. 38 del 4 marzo 2014, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del  21 marzo 2014 ed in vigore a partire dal 5 aprile.

Il Decreto Legislativo recepisce la Direttiva 2011/24/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 9 marzo 2011, concernente l’applicazione dei diritti dei pazienti relativi all’assistenza sanitaria transfrontaliera, e la Direttiva di esecuzione 2012/52/UE della Commissione del 20 dicembre 2012, comportante misure destinate ad agevolare il riconoscimento delle ricette mediche emesse in un altro Stato membro.

In sintesi, sono questi i principali  diritti che spettano ai cittadini dell’Unione Europea:

–        ottenere assistenza sanitaria in un altro Paese dell’Unione Europea, scegliere il professionista sanitario a cui rivolgersi e la struttura sanitaria dove curarsi.

–        ottenere più facilmente il riconoscimento della ricetta rilasciata dal proprio medico o da un medico di un altro Stato dell’Unione Europea al fine di ricevere un farmaco o dispositivo medico

–        ricevere un rimborso delle spese sostenute per le cure ricevute e i farmaci o dispositivi medici acquistati.

I cittadini possono ottenere informazioni sui loro diritti in materia di assistenza sanitaria transfrontaliera consultando nel sito www.salute.gov.it l’area dedicata alle Cure nell’Unione Europea, che illustra quali sono gli strumenti normativi ad oggi vigenti e le procedure da seguire per ottenere cure all’interno dei Paesi dell’Unione Europea.

Dal 5 aprile è attivo il Punto di Contatto Nazionale sull’assistenza transfrontaliera, che permette al paziente di ottenere informazioni per poter compiere la scelta più adeguata al proprio caso clinico.

Compilando un modulo di richiesta di informazioni, il cittadino può rivolgersi direttamente al Punto di Contatto Nazionale  chiedendo informazioni su:

–        cure rimborsabili

–        termini, condizioni e procedure per la richiesta di autorizzazione preventiva e di rimborso dei costi sostenuti

procedure di ricorso, amministrative e giurisdizionali, per risolvere le controversie in caso di rifiuto di autorizzazioni e rimborsi.

PRESCRIZIONI MEDICHE E CONTINUITÀ DELLE CURE

DESCRIZIONE

La prescrizione medica rilasciata in un Paese dell’Unione Europea è riconosciuta in tutti gli altri Paesi dell’Unione Europea (art. 11 della Direttiva UE n. 24 del 9 marzo 2011).

Tuttavia, per determinate ragioni (tutela della salute umana, dubbi circa l’autenticità, il contenuto o la comprensibilità di una singola prescrizione e ragioni etiche) i medicinali e i dispositivi medici potrebbero non esserti dispensati.

Non sono riconosciute le prescrizioni relative ai medicinali soggetti a prescrizione medica speciale (di cui all’art. 71 par. 2 della Direttiva CE n. 83 del 6 novembre 2001, recepita in Italia con Decreto Legislativo n. 219 del 26 aprile 2006), come ad esempio i medicinali contenenti sostanze classificate come psicotrope o stupefacenti.

CONTENUTO DELLE PRESCRIZIONI MEDICHE

Per  facilitare il riconoscimento della prescrizione in un altro Stato dell’Unione Europea, occorre verificare che la stessa contenga almeno i seguenti dati:

Identificazione del paziente

  • Cognomi
  • Nomi (scritti per esteso, vale a dire non solo le iniziali)
  • Data di nascita

Autenticazione della ricetta

  • Data di emissione

Identificazione del professionista sanitario che rilascia la prescrizione

  • Cognomi
  • Nomi (scritti per esteso, vale a dire non solo le iniziali)
  • Qualifica professionale
  • Dati di contatto diretto (indirizzo di posta elettronica e telefono o fax, questi ultimi entrambi con il prefisso internazionale)
  • Indirizzo professionale (deve contenere il nome dello Stato membro in questione)
  • Firma (forma scritta o digitale in base al mezzo scelto per l’emissione della ricetta)

Identificazione del prodotto prescritto, se applicabile

  • Denominazione generica INN (International Nonproprietary Name), quale definita nell’articolo 1 della Direttiva CE n. 83 del 6 novembre 2001, recante un codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano
  • Denominazione commerciale se:
    • il prodotto prescritto è un medicinale biologico (quale definito nell’allegato I, parte I, punto 3.2.1.1, lettera b) della Direttiva CE n. 83 del 6 novembre 2001), oppure se il professionista sanitario che rilascia la prescrizione lo ritenga necessario per ragioni mediche; in tal caso sulla ricetta devono essere esposti succintamente i motivi che giustificano l’uso della denominazione commerciale.
  • Formulazione farmaceutica (compresse, soluzione, ecc.)
  • Quantità
  • Dosaggio, secondo il disposto dell’articolo 1 della Direttiva CE n. 83 del 6 novembre 2001
  • Posologia

(si può consultare la Direttiva UE n. 52 del 20 dicembre 2012

RIMBORSI

Se il paziente iscritto al Servizio Sanitario Nazionale ed ha acquistato nell’Unione Europea un medicinale e/o un dispositivo medico con prescrizione medica, al rientro, potrà richiedere il rimborso alla ASL di appartenenza.

Per ottenere il rimborso del costo sostenuto dovrà presentare una apposita domanda alla ASL di appartenenza, allegando la prescrizione medica e la fattura o ricevuta di pagamento, entrambi in originale, entro 60 giorni dalla data di  utilizzo della ricetta, mentre la Asl avrà ulteriori 60 giorni dal ricevimento della stessa per corrispondere il rimborso.

Si raccomanda di conservare la prescrizione e la ricevuta o fattura di pagamento, che potrebbero essere richieste per ottenere il rimborso.

Possibilità di essere chiamati a revisione e che sia tolta l’indennità di accompagno su malato, che ha avuto trapianto di polmone.

Domanda

Parente di malato F.C. chiede la revisione a tre anni da parte dell’INPS sia legata al trapianto di polmone e se esista la possibilità che venga tolta l’indennità d’accompagno.

Risposta del S.S.

La revisione a tre anni può essere legata sia al trapianto di polmoni, sia al voler valutare eventuali modificazioni della malattia, sia ad un’impostazione adattata dall’INPS negli ultimi anni di una più attento controllo a campione sull’invalidità.

Non si può escludere totalmente che ci possa essere una revisione dell’indennità di accompagno, legata al trapianto in quanto, pur permanendo la malattia, la situazione generale potrebbe permettere una maggiore autonomia.

 

Riconoscimento ritenuto improprio della percentuale di invalidità: come muoversi

Domanda

Giovane malata chiede informazioni relative alla sua percentuale di invalidità e al fatto che non le e’ stato riconosciuto il 100%; al tempo fece ricorso alla decisione della commissione (due anni fa attraverso un caf-patronato conosciuto dalla famiglia), senza che questo abbia portato alcun esito positivo.

Risposta del S.S.

la giovane è stata informata della possibilità di presentare ad oggi un aggravamento (per il ricorso oramai sono scaduti i termini), se le condizioni di salute nel frattempo lo permettono, puntando molto sulla certificazione che deve rilasciare il centro di riferimento.
È stata informata dell’esistenza dell’ANMIC che potrebbe essere un riferimento più specifico per tutelare i suoi diritti.

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