Domande e risposte

Difficoltà di ottenere un farmaco prescritto dal Centro Regionale, ma difficile a trovarlo nell’ospedale della propria città.

Domanda

Genitore di figlia affetta da F.C. ci informa che il Centro regionale prescrive un farmaco plurivitaminico che sostituisce gli attuali farmaci, ma la farmacia dell’ospedale della sua città ne è sprovvista.

Risposta del S.S.

Dal responsabile di un Centro regionale si è informati che questo complesso vitaminico è facilmente sostituibile con altri farmaci (trattasi di vitamina A-D-K).
La soluzione possibile è rivolgersi al Centro regionale per avere il farmaco prescritto o per avere in sostituzione altri farmaci. Dal contatto con la famiglia si viene informati che i genitori hanno comprato il farmaco, ma prima di insistere con la bambina di 5 anni vogliono vedere come reagisce al farmaco, avendo saputo da altri genitori di bambini con F.C. che ha un sapore disgusto.

Documentazione INPS

Domanda

Signora di Milano, madre di una bambina di 18 mesi affetta da FC e riconosciuta invalida al 100%, chiama chiedendo informazioni riguardo ad una lettera arrivatale a casa da parte dell’INPS, contenente tra i vari fogli un allegato da rinviare qualora l’invalido fosse ricoverato presso struttura come accertamento dei requisiti per l’erogazione della pensione.

Risposta del S.S.

informata che deve utilizzare quel modulo e rinviarlo all’INPS solo se l bambina è soggetta a ricovero continuativo.

Errore nell’interpretazione delle disposizioni. Trasmesse dalla commissione per la legge 104/92.

Domanda

Telefona una socia dell’associazione regionale per segnalare il caso di un ragazzo di 12 anni ammalato di F.C. e di celiachia riconosciuto invalido al 100% e in possesso dell’indennità di frequenza, a cui è stato applicato il comma 3 dell’articolo 3 della legge 104/92.
All’atto della revisione, effettuata nel 2005, pur mantenendo l’indennità di frequenza, gli era stata applicato il comma 1 dell’art. 3 della legge 104/92, che non prevede la possibilità di usufruire dei giorni di permesso mensile.
Per errore, la madre ha continuato ad usufruire dei 3 giorni di permesso.
L’INPS ha richiesto pertanto il rimborso dal 2005 ad oggi.

Risposta del S.S.

Su indicazione di un primario medico-legale dell’INPS, la signora deve rimborsare l’INPS dal 2005 ad oggi dei giorni di permesso.
Tale rimborso può essere effettuato in maniera pecuniaria, possibilmente rateizzata, o usufruendo delle ferie decurtate e anch’esse rateizzate.

La signora ha scelto la prima soluzione in quanto, non avendo più i 3 giorni di permesso mensili ha ancora più la necessità di mantenere i giorni di ferie integri.

Trasferimento in Canada per lavoro con figlio minore paziente FC

Domanda

Mio marito, italiano ma dipendente di una azienda spagnola, deve trasferirsi per due anni in Canada; io e i miei due figli piccoli, di cui uno, due anni, con fibrosi cistica, vorremmo seguirlo. Come fare? Le assicurazioni private non ci assistono con malattie pregresse; il Ministero degli Esteri ci ha detto che se mio marito fosse dipendente di una azienda italiana, lo Stato assicurerebbe assistenza per mio figlio all’estero, garantendo il rimborso delle cure in Canada….il nostro caso però è diverso!Chi possiamo contattare? Inoltre: è conveniente affrontare un viaggio in aereo così lungo per un bimbo con fc e sarebbe positivo farlo seguire in Canada (Edmonton)? Grazie davvero dell’attenzione.

Risposta del S.S.

Qualora un lavoratore italiano sia impiegato per una ditta estera, nel caso specifico spagnola, esso è assicurato dal paese per il quale lavora (Spagna) e pertanto la spesa sanitaria per sé e per la propria famiglia non può ricadere sullo Stato italiano. L’assistenza all’estero a carico dello Stato italiano viene garantita ai lavoratori di diritto italiano e loro familiari secondo i livelli essenziali di assistenza (LEA) garantiti in Italia alla generalità degli assistiti; infatti l’Italia garantisce agli assicurati italiani in servizio all’estero ed ai loro familiari  anche la copertura legata alle spese relative alla cura di malattie pre-esistenti, quindi anche alla fibrosi cistica (fonte: Ministero degli Esteri – dott.ssa Stefania Ricci stefania.ricci@esteri.it ).

I cittadini italiani che si recano per motivi di lavoro (o con borsa di studio o per altri motivi specificati nel DPR 618 del 1980) nei Paesi al di fuori dell’Unione Europea e in cui non vigono accordi bilaterali in materia di assistenza sanitaria, possono usufruire della garanzia dell’assistenza sanitaria in forma indiretta: anticipare le spese e presentare la domanda di rimborso alla Rappresentanza diplomatica italiana all’estero entro il termine di tre mesi dalla data dell’ultima spesa per ciascun evento sanitario.

Recandosi in un paese non appartenente alla UE, i cittadini stranieri e gli immigrati che non hanno ottenuto la residenza permanente sono tenuti a munirsi di un’assicurazione privata prima di mettersi in viaggio; l’assistenza sanitaria in Canada è infatti pubblica e gratuita solo per i residenti permanenti, limitatamente a quanto riguarda i “trattamenti medici necessari”.

Contattato il CONSOLATO GENERALE D’ITALIA A VANCOUVER – Suite 1100 – 510 West Hastings Street Vancouver, BC  V6B 1L8  Canada, Tel. 604.684.7288 ext. 228, Fax 604.685.4263 – segreteria.vancouver@esteri.it ha indicato che:

“I residenti temporanei, nel caso specifico nella Provincia dell’Alberta – purché in possesso di regolare permesso di lavoro (work permit) rilasciato dalle Autorità canadesi,  nonché familiari a seguito  purché siano in possesso di regolare permesso di soggiorno (visitor permit) sempre rilasciato dalle Autorità canadesi  – hanno la facoltà di richiedere l’iscrizione al piano di assicurazione sanitaria pubblica in Alberta qualora intendano risiedere nella medesima provincia per un periodo di almeno 12 mesi consecutivi.

Per ulteriori informazioni è consigliabile visitare il sito www.health.alberta.ca/AHCIP/temporary-residents.html

Una volta iscritto al piano di assicurazione sanitaria della provincia dell’Alberta, l’assicurato avrebbe accesso –  a seguito di una richiesta formale (referra”) di un medico generico – ai servizi del centro specializzato “Pediatric Cystic Fibrosis Clinic” presso “Stollery Children’s Hospital”, Unit 1D1, Pediatric Outpatient Clinic, 8440  112 Street, Edmonton, Alberta T6G 2B7  Tel. 1.780.248.5577.

Il piano pubblico di assicurazione sanitaria della provincia dell’Alberta copre i  servizi medici ed ospedalieri di base (vedasi i dettagli nel sito www.albertahealthservices.ca); tale piano non copre  invece, ad esempio, gli acquisti dei farmaci, i servizi odontoiatrici ed il servizio dell’ambulanza.

Un piano di assicurazione sanitaria più comprensivo che offre, ad esempio, il rimborso al 70% delle spese per i farmaci nonché il rimborso al 70% delle spese odontoiatriche, viene offerto invece dalla sotto citata assicurazione:

Alberta Blue Cross : www.ab.bluecross.ca

Blue Cross Place, 10009  108th Street NW, Edmonton, Alberta  T5J 3C5

Tel.  1.780.498.8000 ; Fax 1.877.498.3529

 

Lo stesso Consolato Generale ha infine contattato per nostro conto la compagnia assicurativa “Alberta Blue Cross” che si rende disponibile, nella persona della signora Renee Lippa –  rlippa@ab.bluecross.ca – presso l’ufficio Amministrazione (“Sales Office”) per rispondere ad eventuali quesiti da parte delle famiglie interessate ai relativi piani di assicurazione da loro offerti.

Alcuni riferimenti istituzionali:

CONSOLATO GENERALE D’ITALIA –   VANCOUVER

Standard Building

1100-510 West Hastings Street

VANCOUVER, B.C. – V6B 1L8

Tel.               (604) 684-7288

Fax.              (604) 685-4263

E-mail:         consolato.vancouver@esteri.it

E-mail:         segreteria.vancouver@esteri.it

Web page:   www.consvancouver.esteri.it

 

AMBASCIATA CANADESE A ROMA                                            

Sezione Immigrazione e Visti

Indirizzo, telefono, fax, e-mail

Ambasciata del Canada

Ufficio Visti

Via Zara, 30 – 00198 Roma

telefono: (+39 06) 85444.3937

fax: (+39 06) 85444.2905

email: romevisa@international.gc.ca

 

Quanto alla convenienza di affrontare un viaggio aereo così lungo per il bimbo con FC, approfittiamo del parere espresso dalla Fondazione Fibrosi Cistica sull’argomento, citando  testualmente: “ci sentiamo di dire che se il bimbo ha una situazione respiratoria buona, come immaginiamo che sia, non ci sono per il viaggio problemi diversi da quelli di un altro bimbo della stessa età. Così pure ci sentiamo di rassicurare sulla qualità dell’assistenza specialistica presso il centro FC di Edmonton” (www.fibrosicisticaricerca.it, area domande e risposte, domanda: Trasferirsi in Canada per un bimbo con FC del 31.01.2014).

Riconoscimento di prestazioni erogabili in esenzione.

Domanda

Una signora, a cui è stata diagnosticata la FC a 46 anni e le è stata riconosciuta un’invalidità del 37% ed una codice di esenzione 018, si trova in difficoltà, in quanto, mentre il medico del Centro regionale per la FC la informa che lei ha diritto alle prestazioni sanitarie appropriate per il monitoraggio della malattia, delle sue complicanze e per la prevenzione degli ulteriori aggravamenti, il medico di base ritiene che alcune prestazioni non siano dovute perché non attinenti alla malattia.

La signora chiede quindi come deve comportarsi, visto che è madre di due bambine e risiede lontano dal Centro per la FC.

Risposta del S.S.

La circolare n. 13 del 13/12/2001 al comma 2.3 così recita:

“Prestazioni erogabili in esenzione”:

per alcune particolari malattie e condizioni (es. Fibrosi Cistica) non sono identificate le singole prestazioni erogabili in esenzioni in quanto le necessità dei soggetti affetti sono estese e variabili. Il medico di fiducia pertanto le individuerà di volta in volta in relazione alle specifiche condizioni cliniche.

Ciò garantisce una migliore tutela del malato ed una maggiore flessibilità applicata da parte del medico. Il decreto n. 329/1999 non prevede l’esenzione per le prestazioni finalizzate alla diagnosi della malattia, il diritto di esenzione è riconosciuto per la malattia accertata.

Si suggerisce alla signora che, oltre far vedere al suo medico di base quanto sopradescritto, chieda al direttore del Centro per la FC la prescrizione di accertamenti e di cure timbrate e firmate da portare al suo medico di fiducia, come da questi a lei richiesto.

Riconoscimento Dello Stato Di Handicap – Ricorsi

Domanda

è possibile presentare ricorso quando viene riconosciuta un’invalidità inferiore all’80% ai malati in forma lieve di FC?

Risposta del S.S.

per il riconoscimento incongruo dell’invalidità civile e dello stato di handicap è possibile presentare ricorso entro i termini previsti dalla legge, ovvero 180 gg. (o 6 mesi) dal ricevimento del verbale, contro le corrispondenti Commissioni Mediche della Asl competente, quindi di residenza del malato.
Dal 1° gennaio 2005 tutti coloro che vogliono presentare ricorso contro le valutazioni delle Commissioni Mediche della Asl possono farlo solo con un RICORSO GIUDIZIALE, ovvero dinanzi ad un giudice, assistiti da un avvocato (se il reddito è basso il malato può accedere al “Gratuito Patrocinio” a spese dello Stato – art. 24 Costituzione Italiana).
Quando il ricorso ha esito positivo, vengono pagati i benefici a partire dal 1° mese successivo a quello della presentazione della domanda di accertamento dell’invalidità civile o dello stato di handicap.
Quando il ricorso ha esito negativo, la persona dovrà pagare anche le spese processuali se ha un reddito superiore a € 18.592,44 più € 1.032,91 per ogni familiare convivente (limiti di reddito validi per il 2011)

Riscaldamento nelle scuole

Domanda

Nella scuola media statale di frequenza di mio figlio il riscaldamento è gestito dal comune che per risparmiare tiene i locali freschi o addirittura freddi. Siamo in possesso della L.104/92. Volevo chiedere se in base al DPR 412/93 (che stabilisce temperatura 20°C+/-1) e alla L.104/92 (che obbliga la scuola a creare le condizioni favorevoli alla frequenza del portatore di handicap )possiamo far valere i nostri diritti e necessità?

Risposta del S.S.

Sarebbe consigliato, dopo un primo tentativo basato sul dialogo con il dirigente scolastico, l’invio di una raccomandata alla Scuola e per conoscenza al provveditorato competente, indicando tutta la normativa già citata – L.104/92 e D.P.R. 412/93 – avvertendo che in mancanza di attuazione della stessa si agirà giudizialmente.

Se si ritiene opportuno, stando alla legislazione di riforma in vigore che pone l’obbligo scolastico fino a 17 anni e che nel caso specifico lo studente è inserito nel contesto della scuola secondaria di primo grado (ex scuola media), può essere citata anche la L.548/93 che parla di agevolare l’inserimento scolastico dei pazienti con FC.

 

Richiesta di permesso retribuito ad un congiunto di paziente ricoverato per trapianto.

Domanda

Marito di una malata di FC, in attesa di trapianto di polmoni, domanda se potrà chiedere un permesso di due anni retribuito, in quanto essendo i due coniugi giovani e dovendo pagare un mutuo di casa non possono permettersi un permesso non retribuito. Sino ad oggi ha sempre seguito la moglie in ospedale con permessi e ferie. A maggior ragione vorrebbe assisterla prima e dopo il trapianto anche in ospedale.

Risposta del S.S.

Avendo consultato l’istituto di previdenza di riferimento (INPDAP) si apprende che nella circolare n. 31 del 12/05/2004, in attuazione della legge n. 350, art. 3 comma 106, del 24/12/2003 (legge finanziaria 2004) il congedo straordinario, della durata massima di due anni può essere usufruito dal coniuge, “a condizione che i soggetti con handicap grave non siano ricoverati a tempo pieno presso istituti specializzati e non prestino attività lavorative”.

Il periodo di congedo, visti anche i contratti di lavoro nazionali per i lavoratori degli Enti Locali, incide negativamente sulla maturazione delle ferie, salvo diversa previsione contrattuale.

Approfondimento Utente

Dall’utente si ricevono le seguenti informazioni, da lui trovate sul sito del patronato CGIL e CSL:

il congedo retribuito, pur rimanendo l’impossibilità di ottenere il permesso retribuito se il parente è ricoverato presso struttura ospedaliera in maniera continuativa, può essere concesso se:

  • Il malato è un bambino con grave handicap con meno di 3 anni;
  • Il ricovero, per motivi diagnostico terapeutici di un disabile con handicap grave che necessità di assistenza;
  • La presenza di un familiare sia stata richiesta dall’ospedale, in quanto il disabile ricoverato necessita di assistenza per la buona riuscita delle cure.

Lavoro e disabilità – Mansioni in ambito lavorativo

Domanda

la dicitura “capacità motorie ridotte” riportata nell’attestazione dello stato di invalidità può comportare problemi sull’attività lavorativa svolta dal soggetto invalido?

Risposta del S.S.

l’inabilità al lavoro riconosciuta con l’invalidità al 100% è sì una limitazione nello svolgimento di alcune mansioni, ma tale limitazione è riferita solo a quelle specifiche mansioni che la propria problematica sanitaria potrebbe non sostenere. Non è rivolta pertanto a qualsiasi impiego si svolga, ma è specifica sulla problematica per la quale la persona è dichiarata invalida e per la quale potrebbe avere delle “capacità lavorative ridotte”. Il lavoratore dovrà pertanto essere impiegato in altra mansione per la quale non ha limitazione alcuna.

Diritto agli arretrati dell’assegno di accompagno per patologia alla nascita anche se mai è stato richiesto e riconosciuto dall’INPS?

Domanda

A mio figlio di cinque anni è stata diagnosticata la FC alla nascita. Ora ci stiamo muovendo per richiedere l’indennità di accompagnamento (pensavamo non spettasse per questa patologia); volevamo sapere se l’Inps è tenuto a versare gli arretrati dal 2008 ad oggi.

 

Risposta del S.S.

L’indennità di accompagnamento spetta agli invalidi civili totali (invalidità del 100%) che si trovino in una delle seguenti condizioni:

–           impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore

–           incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita e conseguente necessità di un’assistenza continua.

L’indennità spetta indipendentemente dall’età, cioè anche ai minori di 18 anni, e dal reddito.

I soggetti beneficiari sono:

–           cittadini italiani residenti sul territorio nazionale;

–           cittadini degli Stati membri dell’Unione Europea residenti in Italia;

–           cittadini di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno CE per “soggiornanti di lungo periodo” (D. Lgs. N.3 del 2007 che recepisce la Direttiva Comunitaria del 2003).

Il diritto all’indennità di accompagnamento prescinde da ogni limite di reddito ed è cumulabile con la pensione di inabilità (ricorrendo, per quest’ultima, il requisito reddituale e quello dell’età).

Non spetta all’invalido minorenne se questi percepisce indennità di frequenza.

Non spetta in caso di ricovero totalmente gratuito in una struttura pubblica per fini riabilitativi (sono esclusi i ricoveri per cure di patologie) e viene sospeso se il soggetto risulta ricoverato per un periodo superiore ai 30 gg. (deve comunicarlo all’Inps attraverso la dichiarazione di responsabilità ICRIC)

È compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa.

L’invalido minorenne che abbia ottenuto l’indennità di accompagnamento deve, al raggiungimento del 18° anno di età, presentare domanda per essere sottoposto a nuova visita medica per essere rivalutato al fine di ottenere/mantenere il beneficio.

L’importo dell’indennità di accompagnamento per l’anno 2013 è di € 499,27 mensili su dodici mensilità.

Annualmente va presentata la dichiarazione di responsabilità circa l’assenza di ricovero.

Il diritto allo stato invalidante o ad un beneficio di natura economica correlato, ha natura d’essere se, su specifica domanda, viene riconosciuto.

La legge tutela i pazienti di FC in quanto, per caratteristiche socio-sanitarie, li connota nella categoria degli invalidi civili ma non per questo li obbliga, quindi un paziente FC può anche decidere di non presentare mai nessuna richiesta di invalidità o altro, senza pertanto percepire alcun beneficio.

È una scelta personale ed è comunque tutelato dalla L.548/93 per quanto riguarda cure, farmaci ed altro.

L’invalidità o l’accompagno non possono essere riconosciuti per il solo fatto di essere affetti da una patologia, in questo caso da FC dalla nascita, ma bisogna comunque sempre presentare una richiesta (alla Asl) ed aspettare una risposta (dalla Asl e dall’Inps).

La legge (D.M. 5.02.1992 Ministero Sanità) prevede che il paziente di FC abbia diritto allo status di invalido civile con riconoscimento dell’80% o del 100% (se minorenne senza una specifica percentuale). Per ottenere tale diritto deve sottoporsi a commissione medica che attesti il suo status.

Per quanto riguarda l’assegno di accompagnamento il diritto per il paziente FC non è stabilito dalla legge, ovvero la sua concessione avviene su richiesta dell’interessato ed in seguito alla valutazione di una commissione medica esaminatrice, sulla base di documentazione sanitaria fornita che faccia comprendere la gravità e la non autosufficienza correlata alla malattia.

Il paziente ha il diritto di presentare la domanda ma deve attendere l’esito della pratica che, a seconda della patologia, della sua gravità e della compromissione che essa ha nella vita del richiedente, può vedere riconosciuto un diritto in più, ovvero l’assegno di accompagno.

Non può per questo essere erogato se mai richiesto.

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