La storia di Stefano

Inevitabilmente dopo il trapianto si cambia.

Sono nato a Varese 44 e rotti anni fa… la fibrosi cistica mi è stata diagnosticata FORTUNATAMENTE all’ospedale di Varese alla nascita. Vita fatta di alti e bassi con fisioterapia gia’ all’eta’ di pochi anni…. ricoveri da prima non frequenti, poi piano piano la malattia ha presentato i primi conti… ricoveri piu’ frequenti, fino a poi arrivare alla fattura amara finale… il decisivo peggioramento nell’estate 2014, accompagnato da grave depressione. Il 17/12/2013 sono stato inserito nella lista trapianti. A capodanno 2014 gravissimo peggioramento…sono stato messo d’urgenza in ‘ecmo’ grazie all’equipe della rianimazione del policlinico di Milano, arrivata a Varese a poche ore dal grande sonno… Sono entrato in lista europea urgente. Condizioni gravissime con poche speranze da parte dei medici, se non speranze divine. Trapiantato nella notte tra il 10 e 11 gennaio 2014. A parte qualche piccola prevedibile complicanza, tutto è filato liscio. Il 28 gennaio sono stato dimesso Dopo pochi giorni, ripresi i ritmi casalinghi, iniziavo gia’ a camminare per circa un paio di km giornalieri; nonostante fosse inverno, sono sempre uscito di casa a partire dal giorno successivo alla dimissione. Le camminate si sono fatte più lunghe,..fino a raggiungere il max di 24 km per megacamminata sulla marmolada nelle dolomiti ( dalle 4 alle 6 ore di cammino ). Ho ripreso anche ad andare in bici e le ultime uscite estive 2014, si aggiravano sui 30 km o addirittura prevedevano salite al 12 % per anche 6 kilometri. Ho ripreso dopo pochi mesi a lavorare ( mi sono fatto vedere in ufficio dopo 20 gg dalla dimissione ) e mi sono e mi sto dedicando alle mie passioni: fotografia, dj, fare sport appunto ed ad andare allo stadio, al palazzetto per vedere il basket. Diciamo che se dal punto di vista fisico tutto è filato per ora liscio, tranne problemi ortopedici, il difficile è venuto dal punto di vista psicologico. Inevitabilmente dopo il trapianto SI CAMBIA anche se la vita ha insegnato a me ed agli altri pazienti, quali sono i valori della vita. TU CAMBI ma il mondo resta quello che era prima di quando sei stato male. E trovo difficile adeguarmi a cio’…vorrei che fosse il contrario o almeno che si arrivasse ad un compromesso. Devo ringraziare pero’ in primis MIO PADRE LUCA, che mi è stato vicino serenamente, senza drammi nei momenti peggiori. Eravamo consci e lucidi della gravità delle mie condizioni, ma non ci siamo strappati i capelli. Anche gli amici devo ringraziare per la vicinanza. La mia bacheca di fb era piena di messaggi e di persone che volevano informazioni su di me. Fortunatamente avevo mia cugina MAURA, alle quali avevo ceduto la password di fb e del cellulare che faceva le mie veci. Anche la comunita’ locale di VARESE, si è mossa per dimostrarmi solidarietà ; ad esempio allo stadio di varese, è stato esposto uno striscione con su scritto: FOX NON MOLLARE. Queste cose caricano sempre e scatenano adrenalina. Io cosa provavo in quei momenti? mi sentivo strano…pronto a volare via , non avevo rimorsi, rimpianti, etc…ma ero ancora pronto a lottare e sperare nel trapianto. Prima di entrare in sala operatoria, ho salutato mio padre come se avessi dovuto essere operato per una appendicite. Ho fatto una maglietta qualche giorno fa….Una foto dell’Araba Fenice+ il testo della canzone di Vasco Rossi…EH GIA’ , IO SONO ANCORA QUA.  

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