ESPOSIZIONE FETALE E NEONATALE A LUMACAFTOR E IVACAFTOR DURANTE LA GRAVIDANZA E L’ALLATTAMENTO

Il primo articolo di Athena, la nuova rubrica di approfondimento, affronta un tema di grande attualità: gli effetti dei farmaci modulatori in gravidanza e durante l’allattamento.

Infatti, con il progressivo aumento dei farmaci modulatori della CFTR, disponibili per un numero sempre crescente di pazienti e con l’aumento delle gravidanze in donne con FC, vi è la necessità di comprendere gli effetti di questi farmaci durante la gravidanza.

Vi sono poche segnalazioni in letteratura sul loro uso continuato in gravidanza, sebbene sia probabile che questo evento si possa realizzare sempre più spesso. Consapevoli dell’interesse e dell’attenzione sul tema ma anche del fatto che mancano ancora evidenze scientifiche, abbiamo voluto aprire la nostra rubrica riprendendo un caso clinico dove viene descritto il decorso di una gravidanza portata a termine in una donna trattata con lumacaftor/ivacaftor, nonché il decorso clinico del bambino durante i primi 9 mesi di vita. Nel lavoro sono stati valutati  anche i livelli di farmaco nel plasma della madre, nel sangue cordonale, nel latte materno e nel sangue del  neonato per stimare l’esposizione al farmaco del feto e poi del bambino.

Il caso clinico riguarda una donna di 23 anni alla prima gravidanza, genotipo F508del / F508del, BMI 21.6, FEV1 basale del 90% del previsto, quindi in buone condizioni cliniche,  rimasta incinta durante la terapia di associazione lumacaftor/ivacaftor. Ha interrotto questo trattamento alla 13a settimane di gestazione su consiglio del curante, ma poiché la sua funzione respiratoria è peggiorata, con decisione autonoma ha ripreso il trattamento dopo due settimane di interruzione. Pur essendo informata della mancanza di dati sull’uso del trattamento combinato con modulatori della CFTR in gravidanza, ha preso la decisione di continuare la terapia per tutta la durata della gravidanza. La paziente ha preso inoltre la decisione analoga di allattare al seno il suo bambino. A 38 settimane e 6 giorni di gestazione, ha partorito con parto spontaneo, vaginale, una bambina del peso di 2850 gr. Il controllo oculistico della bambina  è risultato normale e madre e figlia sono state dimesse dopo 36 ore dal parto.

Considerato il rischio di alterazione degli indici epatici con lumacaftor/ivacaftor, la funzionalità epatica della  bambina è stata attentamente monitorata nel tempo. Per l’elevazione della aspartato transaminasi (GOT) e della bilirubina totale al 29°giorno di vita della neonata, alla paziente è stato consigliato di integrare, per l’alimentazione infantile, il latte materno con latte di formula. Con la normalizzazione dei parametri epatici al 37° giorno, l’allattamento al seno è stato ripreso per il 50% della quota giornaliera. La valutazione oftalmologica di follow-up all’età di un mese è stata normale. Gli indici di funzione epatica sono rimasti normali e all’età di 2 mesi l’allattamento al seno è stato ripreso completamente. Alla visita di controllo all’età di 3 mesi, la bambina era in buone condizioni e gli indici di funzione epatica quasi normali. All’età di quattro mesi e mezzo, la bambina ha presentato nuovamente un rialzo degli indici epatici in concomitanza di una terapia antibiotica assunta dalla madre (levofloxacina e sulfametossazolo/trimetoprim). Ancora una volta, la supplementazione con latte di formula è stata utilizzata per il 50% dei pasti durante la terapia antibiotica materna. Tuttavia, in questo periodo, è stato introdotto il divezzamento con una corrispondente riduzione dell’allattamento al seno. All’età di 5 mesi, le alterazioni della funzione epatica si erano risolte e sono rimaste normali fino a quando il bambino non è stato quasi completamente svezzato dall’allattamento al seno.

Conclusioni:

Con l’aumento della sopravvivenza dei pazienti FC e con il progressivo incremento dell’uso dei modulatori della CFTR, l’uso dei farmaci  modulatori della CFTR in gravidanza costituisce una eventualità prevedibile che richiede ulteriori studi per guidare nelle decisioni i  pazienti ei  medici. Una recente revisione delle terapie della CF in gravidanza ha raccomandato di evitare l’assunzione di  lumacaftor e ivacaftor sia in gravidanza che durante l’allattamento a causa della mancanza di dati(1).

Questo report  sul buon esito di una gravidanza e sull’allattamento al seno non fornisce dati sufficienti a supporto di una conclusione diversa e sottolinea ulteriormente il ruolo vitale di includere le informazioni sulla gravidanza nei dati dei Registri per aiutare i medici  a decidere l’utilizzo di questi farmaci durante e dopo la gravidanza.

 

A cura della Prof.ssa Serena Quattrucci, Consulente Scientifico LIFC

 

Note:

(1)Kroon M, Akkerman-Nijland A, Rottier B, Koppelman G, Akkerman O, Touw D. Drugs during pregnancy and breast feeding in women diagnosed with Cystic Fibrosis-An update. Journal of Cystic Fibrosis. 2018;17:17–25.

Bibliografia:

Trimble A, McKinzie C, Terrell M, Stringer E, Esther CR Jr. ,  Measured fetal and neonatal exposure to Lumacaftor and Ivacaftor during pregnancy and while breastfeeding J Cyst Fibros. 2018 Nov;17(6):779-782. 

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