La storia di Davide: “ho sentito che lo sport ha battuto la malattia”

Davide ha 33 anni e viene da Putignano, in provincia di Bari. Nella sua vita lo sport occupa uno spazio fondamentale: pratica sala fitness con esercizi di pesistica, nuoto, corsa e ogni tanto anche capoeira, un’arte marziale brasiliana che unisce musica, canto e lotta.

Ha scoperto di avere la fibrosi cistica da bambino, quando aveva 5 o 6 anni. «I miei genitori mi hanno comunicato che avevo questa patologia, che inizialmente non accettavo per via delle terapie da fare e di tutte le compresse che dovevo necessariamente assumere. Ma poi ho capito che tutto ciò sarebbe servito per farmi stare meglio e vivere in tranquillità».

Lo sport è entrato nella sua vita fin da piccolo. Basket, pallamano, ping-pong, nuoto, fino alla palestra: attività diverse accomunate da un obiettivo preciso. «Ai miei genitori i medici hanno sempre consigliato di farmi fare sport di tutti i tipi per controllare ed evitare che il catarro si depositasse nei miei polmoni».

Con il tempo Davide ha percepito chiaramente i benefici dell’attività fisica. «Grazie allo sport e al movimento riuscivo a respirare meglio e a controllare le infezioni, aumentando e rinforzando la mia massa muscolare corporea».

Nella quotidianità cerca di organizzare al meglio terapie e allenamenti. «Cerco di fare la mattina le mie terapie con costanza in modo da sentirmi in forma e pronto per affrontare le attività giornaliere, cercando di lasciare sempre spazio all’attività fisica».

Le difficoltà non sono mancate, soprattutto nei periodi più complicati. «Quando mi sentivo chiuso, risentivo molta fatica nella respirazione e molta stanchezza durante le attività fisiche».

C’è però un momento che ricorda più di tutti, quello in cui ha sentito che lo sport ha davvero battuto la malattia: la partecipazione al Triathlon. Una prova composta da nuoto, bici e corsa affrontata senza fermarsi. «In quella giornata mi sono sentito forte perché non ho riscontrato nessun problema respiratorio».

Quando gli viene chiesto se la fibrosi cistica gli abbia fatto vivere lo sport in modo diverso dagli altri, la sua risposta è semplice: «Sinceramente no. Per mia fortuna, anche se ho questa patologia, riesco a fare tutti i tipi di sport come le persone che non sono affette da fibrosi cistica».

Il traguardo di cui va più fiero è «entrare in palestra e allenarmi con la carica giusta». Quello che desidera per il futuro invece è «respirare a pieni polmoni», con la speranza che la ricerca continui ad andare avanti.

Allenarsi e superare i propri limiti gli dà forza: «Mi sento fiero di me stesso, capace di affrontare e superare con successo gli ostacoli che incontro nella strada della mia vita».

A chi non pratica sport vorrebbe lasciare un messaggio positivo: «L’attività fisica e il movimento sono un modo per socializzare, incrementare il nostro respiro e migliorare la propria vita».

Quattro parole per descrivere cosa significa per lui fare attività fisica: «Costanza, salute, respiro, vivere».

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