Trapianti

Donazione di Organi

Tutti i cittadini maggiorenni hanno la possibilità di dichiarare la propria volontà in materia di donazione di organi dopo la morte attraverso le seguenti modalità:

  • Dichiarazione di volontà espressa presso gli Uffici Anagrafe dei Comuni che hanno attivato il servizio di raccolta e registrazione della dichiarazione di volontà, in fase di richiesta o rinnovo della carta d’identità.
  • Registrazione della propria volontà presso l’Asl di riferimento o il medico di famiglia, attraverso un apposito modulo.
  • Compilazione del “tesserino blu” del Ministero della Salute o del tesserino di una delle associazioni di settore, che deve essere conservato insieme ai documenti personali;
  • Dichiarazione scritta da conservare tra i documenti personali;
  • Atto olografo dell’Associazione Italiana Donatori di Organi (AIDO).

Nel caso di potenziale donatore (soggetto di cui sia stata accertata la morte con criteri neurologici), i medici rianimatori verificano la presenza di un documento attestante la propria dichiarazione di volontà o se quest’ultima sia registrata nel SIT.
Se un cittadino non esprime la propria volontà in vita, la legge prevede la possibilità per i familiari di opporsi al prelievo durante il periodo di accertamento di morte. Pertanto, è bene parlare anche con i propri familiari, poiché, in assenza di dichiarazione, essi verranno interpellati dai medici circa la volontà espressa in vita dal congiunto. Per i minori sono sempre i genitori a decidere, e, se anche solo uno dei due è contrario, il prelievo non può essere effettuato. La dichiarazione di volontà può essere modificata in qualsiasi momento, sarà ritenuta valida l’ultima dichiarazione resa in ordine di tempo secondo le modalità previste.

 

Fonte: Centro Nazionale Trapianti

Aggiornamento a Settembre 2017

Trapianto polmonare


Per i pazienti adulti con FC, sebbene grazie all’avanzamento delle cure sia aumentata l’aspettativa di vita, dall’altro le condizioni fisiche restano comunque compromesse e, in molti casi, l’unico modo per sopravvivere è ricorrere al trapianto polmonare, tecnica che oggi è diventata una consolidata modalità terapeutica, nonostante le implicazioni comportate. LIFC lavora in stretta sinergia con il Centro Nazionale Trapianti sul trapianto polmonare e di fegato, sulla tecnica del ricondizionamento polmonare e sulla sensibilizzazione alla donazione di organi, partecipando attivamente alle riunioni della Consulta del CNT e alla realizzazione di attività di sviluppo del trapianto. Nel 2016 le analisi del Sistema Informativo Trapianti hanno mostrato un’inversione di tendenza ed un miglioramento dei dati relativi ai trapianti di polmone: 154 trapianti (contro i 126 del 2014) e i 112 del 2015. Diminuiscono anche le liste di attesa: 368 (di cui 346 adulti e 22 in età pediatrica) rispetto ai 403 pazienti del 2015. Nel corso del 2016 è stato creato il Registro Nazionale EVLP, strumento da mettere a disposizione di ricercatori, medici ed operatori sanitari coinvolti nell’uso clinico della tecnica al fine di avere dati statistici significativi ed una metodologia condivisa.

 

 

La vita dopo il trapianto: testimonianze dei pazienti

La corsa verso la felicità

Dal momento in cui si è svegliato in rianimazione, con gli occhi puntati sul saturimetro a 100 e decine di tubi che gli uscivano dal corpo, Stefano non sentiva dolore,ma solo un’estrema felicità.

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Vite parallele

“Noi persone con fibrosi cistica viviamo vite parallele” – racconta Stefano – “Quella con gli amici, con le passioni, lo studio, il lavoro; e poi la vita fatta di medicine ma soprattutto di fisioterapia e ricoveri”.

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La vita di Silvio prima del trapianto: tanti mattoni rotti

“Mattone rotto sopra mattone rotto…e poi la chiamata. Adesso vivo la mia vita al massimo”. Attraverso la metafora dei “mattoni rotti”, sistemati grazie al trapianto di doppio polmone, Silvio racconta come è cambiata la sua vita.

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Il sogno di Alberto

Alberto ha sempre affrontato la fibrosi cistica con un approccio positivo nei confronti della vita. Lo stesso approccio che dopo il trapianto gli ha permesso di sposare il suo sogno: la “musica rock”.

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Dopo il trapianto una vita normale

Per Valeria, dopo il trapianto una “vita normale”.
Fino a quel momento la fibrosi cistica le aveva impedito quello che per gli altri era normale fare: nuotare, sciare, viaggiare, diventare mamma…

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