Terapie e Ricerca

Farmaci

Kaftrio® è una combinazione di 3 principi attivi (ivacaftor/tezacaftor/elexacaftor)  modulatori della proteina CFTR che è difettosa e perciò responsabile dei sintomi della malattia. Il farmaco è mirato a correggere le alterazioni della proteina CFTR prodotte dalla mutazione F508del, la più comune tra le mutazioni che causano la fibrosi cistica. In regime di associazione con KALYDECO® (ivacaftor) è un farmaco sviluppato per il trattamento della fibrosi cistica in pazienti di età pari o superiore a 12 anni che presentano due mutazioni F508del (F/F) o una mutazione F508del e una mutazione con funzione minima (F/MF).

L’attuale Autorizzazione all’Immissione in Commercio in Europa è stata supportata dai risultati positivi di due studi di FASE III pubblicati nel novembre 2019. I due trial clinici di FASE III hanno valutato l’efficacia e la sicurezza di questo farmaco e ne hanno evidenziato un impatto positivo sulla malattia polmonare (funzione respiratoria e rischio di esacerbazioni polmonari) e sullo stato nutrizionale. Le persone con fibrosi cistica arruolate nei suddetti trial avevano un’età uguale o maggiore ai 12 anni e due mutazioni F508del oppure, una mutazione F508del in un allele ed una mutazione a “funzione minima” nell’altro allele. Le mutazioni a “funzione minima” sono caratterizzate da sintesi della proteina CFTR assente o inferiore al 10% rispetto al normale.

La riduzione evidente del cloro sudorale, registrata durante la terapia con il Kaftrio®, ne ha dimostrato l’effetto diretto sulla proteina CFTR, presente anche nelle ghiandole del sudore. Insieme al farmaco Kalydeco®, già approvato in Italia per le rare mutazioni di classe III e la mutazione R117H negli adulti, Kaftrio® si pone in prospettiva come un farmaco in grado di migliorare sostanzialmente lo sviluppo clinico della malattia, un risultato fortemente atteso dalle persone con FC, i loro familiari e dalla comunità scientifica.

Simkevi®  è il terzo farmaco per il trattamento della fibrosi cistica approvato negli USA dalla Food and Drug Administration (FDA). Si tratta di una combinazione di ivacaftor e tezacaftor. Approvato e disponibile in classe C-NN, per i pazienti di età pari o superiore a 12 anni omozigoti per la mutazione F508del. Approvato anche per i pazienti di età pari o superiore a 12 anni con 1 copia di F508del associata ad una delle 10 seguenti mutazioni CFTR con funzione residua (RF): P67L, R117C, L206W, R502Q, A455E, D579G, S945L, S977F, R1070W, D1152H. Approvato anche per i pazienti di età pari o superiore a 12 anni con 1 copia di F508del associata ad una delle seguenti 4 mutazioni CFTR con funzione residua e difetto di splicing: 2789+5 G/A, 3272-26A/G, 3849+10KbC/T, 711+3A/G.

Orkambi® (lumacaftor/ivacaftor) è il primo farmaco in grado di intervenire sul difetto di elaborazione e trasporto della proteina CFTR in pazienti con fibrosi cistica di età pari o superiore a 12 anni con doppia copia della mutazione F508del, l’alterazione genetica più comune, presente in circa il 21,1% dei pazienti italiani in omozigosi per la mutazione F508del  affetti dalla malattia (Rapporto RIFC 2015-2016).

Dopo aver avuto l’autorizzazione all’immissione in commercio da parte dell’Agenzia Europea per i Medicinali-EMA, Orkambi è stato approvato con procedura centralizzata da AIFA e collocato in classe A con determina n.1212 del 26 giugno 2017.

In Italia, Orkambi è prescrivibile dai Centri FC e rimborsabile in fascia C-NN in pazienti di età superiore o pari a 2 anni omozigoti F508del, è rimborsabile dal SSN per pazienti di età superiore o pari a 12 anni omozigoti F508del.

L’approvazione di Orkambi si è basata sui risultati completi degli studi clinici di fase III (TRAFFIC e TRANSPORT), pubblicati sulla rivista scientifica New England Journal of Medicine (NEJM), che hanno analizzato l’efficacia e la sicurezza della combinazione di lumacaftor e ivacaftor.
TRAFFIC e TRANSPORT sono stati due trial multicentrici randomizzati, controllati e in doppio cieco a cui hanno partecipato circa 200 centri situati negli Stati Uniti, in Europa e in Australia. La sperimentazione ha coinvolto in totale 1108 pazienti al di sopra dei 12 anni portatori della doppia mutazione F508del. In base ai trial clinici l’efficacia del farmaco in termini di recupero di funzione respiratoria è inferiore rispetto ai risultati ottenuti da Ivacaftor nelle mutazioni di classe III. In termini di riduzione delle esacerbazioni infettive respiratorie e dell’incremento dell’indice di massa corporea (BMI) sembra che Orkambi riduca questi eventi che influenzano negativamente la prognosi a lungo termine della malattia.

La sua efficacia non è stata invece dimostrata in pazienti con mutazioni differenti dalla F508del omozigote.

Kalydeco® (ivacaftor) è il primo farmaco in grado di agire efficacemente sulle cause della malattia, migliorando le prestazioni della proteina difettosa. Il farmaco a cui è stata attribuita la classe A di rimborsabilità e la qualifica di innovazione terapeutica importante, è disponibile in Italia per pazienti di età pari o superiore a 6 anni con una delle seguenti mutazioni di ‘gating’ (classe III) nel gene CFTR: G551D, G1244E, G1349D, G178R, G551S, S1251N, S1255P, S549N o S549 e in forma granulare per i bambini di età pari o superiore a 2 anni e di peso inferiore a 25 Kg con una delle mutazioni gating sopra citate.

L’Agenzia Italiana del Farmaco, con determina pubblicata sulla G.U. della Repubblica Italiana il 4/5/2015, ha autorizzato la sua immissione in commercio.

L’approvazione di Kalydeco è basata sui risultati di rigorosi studi clinici di fase 3 condotti in tutto il mondo, che hanno valutato l’efficacia e il profilo di sicurezza del farmaco dimostrandone i benefici in termini di migliore nutrizione, aumento di peso, miglioramento della funzione respiratoria, riduzione del fabbisogno di ossigeno, riduzione della frequenza di esacerbazioni respiratorie.

Ai fini delle prescrizioni a carico del SSN, i centri utilizzatori individuati dalle Regioni dovranno compilare la scheda raccolta dati informatizzata che indica i pazienti eleggibili e la scheda di follow-up. Le prescrizioni dovranno essere effettuate in accordo ai criteri di eleggibilità e appropriatezza prescrittiva riportati nella documentazione consultabile sul portale istituzionale dell’AIFA. I dati inerenti i trattamenti effettuati a partire dalla data di entrata in vigore della determinazione, dovranno essere riportati nella piattaforma web e sottoposti al monitoraggio di AIFA.

Alla fine del 2019 la Commissione Europea ha approvato l’estensione di etichetta per il Kalydeco includendo il trattamento per i bambini affetti da fibrosi cistica di età compresa tra 6 e 12 mesi, con un peso non inferiore ai 5 kg e con almeno una delle seguenti 9 mutazioni del gene CFTR: G551D, G1244E, G1349D, G178R, G551S, S1255P, S549N, S549R.

L’aggiornamento si basa sui dati della sicurezza emersi a seguito dello studio di fase 3 in corso ‘Arrival’ (effettuato su bambini con fibrosi cistica con età inferiore a 24 mesi e una mutazione GATING) che ha mostrato un profilo di sicurezza simile a quello osservato nei precedenti studi di fase 3 su bambini più grandi ed adulti e miglioramenti nel cloruro del sudore come endpoint secondario.

Kalydeco è già approvato e prescrivibile da parte dei Centri FC per i pazienti di età pari o superiore a 18 anni con una copia della mutazione R117H e rimborsabile dal SSN solo se insieme alla R117H è presente la variante 5T del tratto poli-T.

 

Kaftrio in Italia

Con l’appello al Ministro della Salute Roberto Speranza, prosegue il dialogo istituzionale di LIFC-SIFC-FFC per la rimborsabilità del farmaco Kaftrio. Dopo gli incontri degli scorsi mesi con AIFA e Vertex, LIFC, SIFC e FFC, si sono rivolte al Ministero della Salute per accelerare il processo di approvazione, con rimborsabilità da parte del Servizio Sanitario Nazionale, del farmaco innovativo Kaftrio per il trattamento della fibrosi cistica.

Di seguito la nota congiunta LIFC-SIFC-FFC inviata venerdì 9 aprile al Ministro della Salute Roberto Speranza.

Egregio Ministro On. Roberto Speranza,

Lega Italiana Fibrosi Cistica-LIFC, a nome delle persone con fibrosi cistica che rappresenta e tutela, unitamente alla Società Italiana per la Fibrosi Cistica-SIFC e alla Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica-FFC, con la presente chiede la Sua collaborazione perché giunga a conclusione il più rapidamente possibile la valutazione della rimborsabilità da parte del Sistema Sanitario Nazionale del farmaco Kaftrio® (ivacaftor/tezacaftor/elexacaftor) per il trattamento della fibrosi cistica.

Riteniamo infatti che i tempi siano maturi per accelerare la procedura di negoziazione delle condizioni di prezzo e rimborso del farmaco con l’azienda produttrice.

L’aspetto sul quale desideriamo soffermarci in queste poche righe non riguarda l’efficacia e la sicurezza del farmaco e i suoi benefici rispetto ai rischi, che sono stati già valutati e documentati dagli enti regolatori come EMA e AIFA, né tantomeno le implicazioni economiche, bensì i benefici in termini di qualità di vita che il farmaco apporta alle persone che convivono dalla nascita con questa grave malattia.

Kaftrio® può cambiare radicalmente la vita di questi malati dando sollievo ai sintomi che limitano le relazioni sociali e la realizzazione delle proprie aspirazioni. Ne migliora lo stato nutrizionale e consente di ridurre il numero di infezioni polmonari acute che per i pazienti si traduce in una riduzione dei ricoveri, aspetto prioritario soprattutto in questo momento di sovraffollamento delle strutture ospedaliere. Consente infine di posporre il trapianto di polmoni, attualmente l’unica terapia nei casi di insufficienza respiratoria grave. Parliamo di ragazzi e ragazze giovanissimi che hanno il diritto di vivere una vita normale e che, oggi che il farmaco è disponibile, non devono aspettare ancora per poterlo assumere.

Così come Lei auspica un ritorno alla normalità per gli italiani, noi siamo a chiederLe di impegnarsi in prima persona per dare l’opportunità alle persone con fibrosi cistica di vivere la propria normalità, ora che nel contesto della pandemia e nella drammaticità delle sue ricadute, il Sistema Sanitario Nazionale ha dato prova di come sia possibile ridurre i tempi burocratici e snellire le procedure di negoziazione.
Insieme alla SIFC e alla FFC ci facciamo portavoce dei sentimenti che abbiamo raccolto da pazienti e familiari che stanno vivendo con ansia e preoccupazione il tempo dell’attesa di Kaftrio® e ci ricordano che l’orologio biologico della malattia corre più veloce della burocrazia.

La salute è un diritto e, come tale, vogliamo credere che il miglioramento della qualità della vita di molte persone con fibrosi cistica non sia poi così lontano.

In attesa di un tempestivo riscontro con informazioni più precise su procedure e tempistiche, La ringraziamo per l’attenzione.
Saluti Cordiali

Articolo pubblicato in news il 12 aprile 2021

Avanzamenti verso la rimborsabilità di Kaftrio in Italia.Le tre organizzazioni che in Italia si occupano con ruoli e funzioni distinti di fibrosi cistica (FC), la Lega Italiana Fibrosi Cistica (LIFC), la Società Italiana per lo studio della Fibrosi Cistica (SIFC)e la Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica (FFC), come promesso lo scorso autunno, hanno incontrato in questi giorni i rappresentanti italiani dell’azienda farmaceutica americana Vertex Pharmaceuticals, sperimentatrice e produttrice del Trikafta® (Kaftrio®). Il farmaco è mirato a correggere le alterazioni della proteina CFTR prodotte dalla mutazione denominata F508del, la più comune tra le mutazioni che causano la fibrosi cistica, ed è indicato nei soggetti con FC di età maggiore di 12 anni che hanno 2 mutazioni F508del oppure una mutazione F508del accompagnata da una mutazione con funzione minima. Attualmente il farmaco può essere prescritto dai medici dei centri FC solo secondo la modalità di “uso compassionevole”.

La richiesta congiunta delle tre realtà italiane FC di arrivare al rimborso del costo del farmaco da parte del Sistema Sanitario Nazionale, affinché la spesa non gravi sui malati, trova ora sbocco concreto nell’attento processo di negoziazione che l’azienda americana ha avviato e sta conducendo con l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e le sue Commissioni, dedicate alla valutazione di tutti gli aspetti del processo.

Attualmente il triplice composto Ivacaftor/Tezacaftor/Elexacaftor (in Europa, Kaftrio®) è collocato in Italia nell’apposita sezione denominata Classe C(nn), dedicata ai farmaci non ancora valutati ai fini della rimborsabilità, conformemente all’art. 12, comma 5 della legge 8 novembre 2012 n. 189.

L’impegno di LIFC, SIFC e FFC, che da decenni nel nostro Paese sostengono l’attività di cura, di assistenza e di ricerca scientifica per il miglioramento della qualità e dell’aspettativa di vita dei malati di fibrosi cistica, vede in questa fase di negoziazione fra Vertex Pharmaceuticals e AIFA una tappa importante e confida nei successivi passaggi. Un nuovo incontro fra Vertex-SIFC/LIFC e FFC è in programma non appena ci saranno nuovi sviluppi.

Articolo pubblicato in news il 23 febbraio 2021

Autorizzato in Italia il farmaco Kaftrio in Classe C(nn). Come comunicato dall’Agenzia Italiana del Farmaco-AIFA con la determina 118-2020 , il triplice composto Ivacaftor / tezacaftor / elexacaftor è collocato in apposita sezione denominata Classe C (nn), dedicata ai farmaci non ancora valutati ai fini della rimborsabilità, conformemente all’art. 12, comma 5 della legge 8 novembre 2012 n. 189. La legge stabilisce che i farmaci debbano essere autorizzati entro 60 giorni dalla data di pubblicazione dell’approvazione dell’EMA e “automaticamente collocati” in una nuova classe di farmaci: Cnn, dove “C” significa che il farmaco non è rimborsabile mentre “nn” sta per “non negoziato”. La negoziazione del prezzo di rimborso può avvenire dopo, ammesso che il produttore decida di chiederne la rimborsabilità.

Sulla base di tale provvedimento il farmaco diventa commercializzabile dopo che il titolare AIC abbia ottemperato a tutti gli eventuali obblighi previsti dalla Decisione Comunitaria, alle condizioni o limitazioni per quanto riguarda l’uso sicuro ed efficace del medicinale e dopo aver comunicato ad AIFA il prezzo di vendita non negoziato e la data di inizio della commercializzazione del medicinale. La delibera entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale

Si rende ora dunque necessario attendere i fondamentali passaggi di valutazione del farmaco e la discussione con l’azienda farmaceutica relativa a prezzo e rimborsabilità. Le tre organizzazioni, LIFCSIFC e FFC confidano che i tempi siano contenuti e che nei primi mesi del prossimo anno il farmaco possa essere commercializzato e diventare direttamente disponibile con il posizionamento nel prontuario farmaceutico che permetta una immediata prescrivibilità a carico del Servizio Sanitario Nazionale.   

 

Articolo pubblicato in news il 12 Novembre 2020 

LIFC sigla l’accordo con SIFC e FFC per un dialogo congiunto con le Istituzioni su Kaftrio®Le tre organizzazioni che in Italia si occupano con ruoli e funzioni distinti di fibrosi cistica (FC), la Lega Italiana Fibrosi Cistica (LIFC), la Società Italiana per lo studio della Fibrosi Cistica (SIFC) e la Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica (FFC), hanno scelto di operare congiuntamente al fine di ottenere in breve tempo la possibilità di prescrivere il farmaco Trikafta® (in Europa denominato Kaftrio®) con il costo a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

Questo farmaco è una combinazione di 3 principi attivi modulatori della proteina-canale, denominata CFTR, che è difettosa nella FC e perciò responsabile dei sintomi della malattia. Il farmaco è mirato a correggere le alterazioni della proteina CFTR prodotte dalla mutazione denominata F508del, la più comune tra le mutazioni che causano la fibrosi cistica. Il farmaco è perciò indicato nelle persone con FC che hanno una o due mutazioni F508del.

I due trial clinici di fase 3, pubblicati nel novembre 2019, che hanno valutato l’efficacia e la sicurezza di questo farmaco, ne hanno evidenziato un impatto positivo sulla malattia polmonare (funzione respiratoria e rischio di esacerbazioni polmonari) e sullo stato nutrizionale. Le persone con FC arruolate nei suddetti trial avevano un’età uguale o maggiore ai 12 anni e due mutazioni F508del oppure, una mutazione F508del in un allele ed una mutazione a “funzione minima” nell’altro allele. Le mutazioni a “funzione minima” sono caratterizzate da sintesi della proteina CFTR assente o inferiore al 10% rispetto al normale.

La riduzione evidente del cloro sudorale, registrata durante la terapia con il Kaftrio®, ne ha dimostrato l’effetto diretto sulla proteina CFTR, presente anche nelle ghiandole del sudore. Insieme al Kalydeco®, già approvato in Italia per le rare mutazioni di classe III e la mutazione R117H negli adulti, il Kaftrio® si pone in prospettiva come un farmaco in grado di migliorare sostanzialmente lo sviluppo clinico della malattia, un risultato fortemente atteso dalle persone con FC, i loro familiari e dalla comunità scientifica.

Dopo l’agenzia dei farmaci degli USA (Food and Drug Administration – FDA), anche l’agenzia europea, l’European Medicine Agency (EMA), ha autorizzato il 21 agosto 2020 il suo utilizzo nei paesi europei in soggetti con FC di età uguale o superiore ai 12 anni, che hanno due o una mutazione F508del (vedi sopra). Per poter essere prescrivibile anche in Italia, come farmaco innovativo, oltre che “orfano”, come stabilito dall’EMA per le malattie rare e progressive, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) dovrà confermarne il buon profilo di efficacia e sicurezza e successivamente discuterne il costo con Vertex Pharmaceuticals, azienda  che lo ha prodotto e sperimentato.

LIFC, SIFC e FFC sono a disposizione delle autorità sanitarie per ogni possibile contributo utile e seguiranno il processo di autorizzazione del Kaftrio® in Italia con l’obiettivo che diventi prescrivibile da parte dei Centri specialistici italiani il più rapidamente possibile, appena trovato un accordo per un prezzo sostenibile per il Servizio Sanitario Nazionale. Inoltre, le tre organizzazioni si impegneranno affinché fino a quel momento il farmaco continui a essere garantito ai pazienti che partecipano al programma cosiddetto di uso “ex-compassionevole”, in quanto soggetti più a rischio.

LIFC, SIFC e FFC attiveranno ogni iniziativa di sostegno alla ricerca affinchè nuove molecole siano identificate e approvate, per assicurare una terapia ugualmente efficace anche ai pazienti con FC che hanno mutazioni non trattabili con Kalydeco® e Kaftrio®.

Articolo pubblicato in news il 15 Settembre 2020

Kaftrio in Europa

Parere positivo da parte del CHMP per KAFTRIO® in combinazione con KALYDECO® per il trattamento della FC nei pazienti che presentano almeno una mutazione F508del.Il Comitato per i Medicinali per Uso Umano (CHMP) dell’EMA ha espresso parere positivo per l’estensione d’indicazione di KAFTRIO® (ivacaftor/tezacaftor/elexacaftor) in regime di associazione con Kalydeco® (ivacaftor) per il trattamento dei pazienti affetti da fibrosi cistica di età pari o superiore a 12 anni con almeno una copia della mutazione F508del e una mutazione gating (F/G) oppure una mutazione con funzione residua (F/RF).

Con il recepimento della Commissione Europea, la maggior parte dei pazienti affetti da fibrosi cistica in Europa saranno eleggibili per il trattamento. Il parere positivo da parte del CHMP è stato supportato dai risultati di uno studio di FASE III (Studio 445-104) che ha valutato il regime in tripla combinazione su pazienti di età pari o superiore a 12 anni eterozigoti per la mutazione F508del nel gene CFTR e una mutazione gating (F/G) oppure una mutazione con funzione residua (F/RF) 2. 

Lo studio è stato condotto da Vertex per integrare gli altri studi di FASE III che hanno mostrato risultati positivi per ivacaftor/tezacaftor/elexacaftor in combinazione con ivacaftor in pazienti di età pari o superiore ai 12 anni che presentavano due mutazioni F508del (F/F) o una mutazione F508del e una mutazione con funzione minima (F/MF) ed ha mostrato miglioramenti statisticamente e clinicamente significativi negli endpoint primari e secondari, inclusa la funzione polmonare.  

In Europa, Kaftrio® (ivacaftor/tezacaftor/elexacaftor) in combinazione con Kalydeco® è attualmente autorizzato per il trattamento di pazienti affetti da FC di età pari o superiore ai 12 anni con un genotipo F/F o F/MF.  

Articolo pubblicato in news il 26 marzo 2021

Sottoposta ad EMA la richiesta per l’indicazione estesa di Kaftrio. La casa farmaceutica ha annunciato che l’Agenzia europea per i medicinali-EMA ha convalidato una domanda di autorizzazione per l’indicazione estesa di Kaftrio in combinazione con ivacaftor per il trattamento della fibrosi cistica in pazienti di età pari o superiore a 12 anni, con almeno una copia della mutazione F508del accompagnata da una seconda mutazione gating oppure una mutazione con funzione residua.

La richiesta è supportata dai risultati positivi dello studio globale di Fase III con Kaftrio, annunciato a luglio 2020. La domanda sarà ora esaminata dal Comitato per i medicinali per uso umano-CHMP, che emetterà un parere alla Commissione Europea per quanto riguarda la potenziale approvazione per questi pazienti.

La richiesta di Vertex Pharmaceuticals va nella direzione auspicata dalle tre organizzazioni, LIFC, SIFC, FFC, che si stanno adoperando per l’approvazione del farmaco in Italia.

Kaftrio® in combinazione con ivacaftor è attualmente approvato in Europa per il trattamento di persone con FC di età pari o superiore a 12 anni con una mutazione F508del e una mutazione a funzione minima, o due mutazioni F508del nel gene CFTR.

Il comunicato stampa ufficiale è disponibile qui

Articolo pubblicato in news il 14 settembre 2020

Autorizzato in Europa il farmaco Kaftrio a beneficio di oltre 10.000 pazienti affetti da FC.In data 21 agosto, come reso noto dall’Agenzia Europea per i medicinali-EMA, è stata autorizzata in Europa la commercializzazione del farmaco Kaftrio (ivacaftor/tezacaftor/elexacaftor).

Il farmaco, in regime di combinazione con ivacaftor, è autorizzato per il trattamento di persone affette da fibrosi cistica di età pari o superiore a 12 anni con una mutazione F508del e una mutazione con funzione minima o due mutazioni F508del nel gene CFTR. L’autorizzazione si basa sull’efficacia del farmaco in pazienti con esigenze mediche importanti e non soddisfatte. In termini di sicurezza, Kaftrio® è stato ben tollerato. Pertanto, l’EMA ha ritenuto che i benefici di Kaftrio sono superiori ai rischi e che il suo uso può essere autorizzato nell’UE.

Kaftrio è stato qualificato come “medicinale orfano” (medicinale utilizzato nelle malattie rare) il 14 dicembre 2018.

Quali benefici di Kaftrio sono stati evidenziati negli studi?

Kaftrio®, assunto in associazione con ivacaftor, è stato efficace nel migliorare la funzione polmonare in due studi principali su pazienti affetti da fibrosi cistica di età pari o superiore a 12 anni. Il principale parametro dell’efficacia era basato sul ppFEV1, ossia la quantità massima di aria che una persona può espirare in un secondo rispetto ai valori di una persona media con caratteristiche analoghe. In questi studi, i pazienti hanno iniziato la terapia con un valore compreso tra il 60 e il 62 % della quantità d’aria espirata da una persona media sana.

Il primo studio è stato effettuato su 403 pazienti con una mutazione F508del più altre mutazioni . Dopo 24 settimane di trattamento, i pazienti che avevano assunto Kaftrio e ivacaftor presentavano un aumento medio del ppFEV1 di 13,9 punti percentuali rispetto a una riduzione di 0,4 punti percentuali nei pazienti che avevano assunto placebo.

Il secondo studio è stato effettuato su 107 pazienti con due mutazioni F508del. I pazienti che avevano assunto Kaftrio con ivacaftor hanno registrato un aumento medio del ppFEV1 di 10,4 punti percentuali, rispetto a un aumento di 0,4 punti percentuali nei pazienti che avevano assunto una associazione di ivacaftor e tezacaftor da soli.

Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito dell’EMA: https://www.ema.europa.eu/en/medicines/human/EPAR/kaftrio

Articolo pubblicato in news il 22 agosto 2020

Positivo il parere del CHMP su KAFTRIO (ivacaftor/tezacaftor/elexacaftor) in regime di combinazione con KALYDECO.Il Comitato per i medicinali ad uso umano-CHMP dell’Agenzia Europea per i Medicinali-EMA ha espresso il parere positivo per KAFTRIO (ivacaftor/tezacaftor/elexacaftor) in regime di combinazione con KALYDECO (ivacaftor) per il trattamento di persone affette da fibrosi cistica di età pari o superiore a 12 anni con una mutazione F508del e una mutazione con funzione minima (F/MF) o due mutazioni F508del (F/F) nel gene CFTR.

Con l’approvazione, fino a 10.000 persone in Europa affette da fibrosi cistica di età pari o superiore a 12 anni che hanno una mutazione F508del e una mutazione con funzione minima diventerebbero eleggibili per un farmaco che agisce sul difetto proteico all’origine della malattia. Inoltre, pazienti di età pari o superiore a 12 anni che hanno due mutazioni F508del e che attualmente sono eleggibili per uno dei trattamenti già approvati dall’EMA, diventerebbero eleggibili per il nuovo regime in tripla combinazione.

KAFTRIO® – nome europeo di quello che negli USA è commercializzato con il nome di Trikafta- in regime di combinazione con ivacaftor è un farmaco sperimentale sviluppato per il trattamento della fibrosi cistica in pazienti di età pari o superiore a 12 anni con almeno una copia della mutazione F508del del gene CFTR.

Il farmaco è stato studiato per intervenire sulla quantità e sulla funzione della proteina F508del-CFTR presente sulla superficie cellulare. La richiesta di Autorizzazione all’Immissione in Commercio in Europa è stata supportata dai risultati positivi di due studi globali di FASE III su pazienti di età pari o superiore a 12 anni affetti da fibrosi cistica: uno studio di FASE III di 24 settimane su 403 pazienti che presentavano una mutazione F508del e una mutazione con funzione minima (F/MF) ed uno studio di FASE III di 4 settimane su 107 pazienti che presentavano due mutazioni F508del (F/F).

Entrambi gli studi di FASE III hanno mostrato miglioramenti statisticamente e clinicamente significativi della funzione polmonare (ppFEV1), che rappresentava l’endpoint primario ed in tutti gli endpoint secondari chiave. In entrambi gli studi, ivacaftor/tezacaftor/elexacaftor in combinazione con ivacaftor è stato generalmente ben tollerato.

Articolo pubblicato in news il 26 giugno 2020

Autorizzata dall’FDA la domanda di registrazione del triplice composto Trikafta®. Approvato negli USA il farmaco Trikafta® per i pazienti che hanno almeno una mutazione DF508 nel gene CFTR. Ciò significa che negli Stati Uniti, potrà essere usato in pazienti DF508 omozigoti (già eligibili per Orkambi® e Symdeko®) e in pazienti eterozigoti per DF508 e qualsiasi altra mutazione.

Per quanto riguarda l’Italia, dobbiamo ancora aspettare l’indicazione che l’EMA darà e che potrebbe essere diversa da quella americana nell’elenco delle mutazioni presenti nell’indicazione.

E’ utile ricordare che in Italia la genetica dei pazienti FC è molto complessa con una prevalenza molto più bassa dell’allele DF508 rispetto a molti paesi anglosassoni. Infatti, oltre il 30% dei pazienti italiani non ha nessun allele DF508. Va anche ricordato che sono presenti mutazioni estremamente rare o addirittura private che solitamente non vengono incluse negli studi volti ad indagare l’attività di nuove molecole.

Dobbiamo sperare per loro nello sviluppo degli studi sugli organoidi e nelle nuove tecniche di correzione del gene come il CRISPR.

 

Articolo pubblicato in news il 23 ottobre 2019

Farmaci ad uso compassionevole

Come indicato dall’Agenzia Italiana del Farmaco-AIFA, in Italia è previsto il ricorso al cosiddetto “uso compassionevole” (D.M. 7 settembre 2017) per un medicinale sottoposto a sperimentazione clinica, al di fuori della sperimentazione stessa, in pazienti affetti da malattie gravi o rare o che si trovino in pericolo di vita, quando, a giudizio del medico, non vi siano ulteriori valide alternative terapeutiche, o nel caso in cui il paziente non possa essere incluso in una sperimentazione clinica o, ai fini della continuità terapeutica, per pazienti già trattati con beneficio clinico nell’ambito di una sperimentazione clinica almeno di fase II conclusa.

Il medicinale in questione deve essere oggetto di una domanda di autorizzazione all’immissione in commercio o essere sottoposto a sperimentazione (Art. 83 comma 2 del Regolamento CE 726/2004 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 31 Marzo 2004).

In base alla normativa vigente è prevista la possibilità di impiegare per malattie rare e tumori rari medicinali per i quali siano disponibili anche solo i risultati di studi clinici sperimentali di fase I che ne abbiano documentato l’attività e la sicurezza; in tali casi, la richiesta deve essere fondata sul prevedibile beneficio in base al meccanismo d’azione e agli effetti farmacodinamici del medicinale.

L’accesso al medicinale sperimentale prevede un parere favorevole da parte del Comitato Etico a cui afferisce il centro clinico che presenta la richiesta, previa conferma della disponibilità alla fornitura gratuita del medicinale da parte dell’azienda farmaceutica produttrice del medicinale.

Il citato DM recepisce le linee guida dell’EMA sull’uso compassionevole dei medicinali “Guideline on Compassionate use of Medicinal Products, pursuant to article 83 of Regulation (EC) n. 726/2004”, come previsto sensi dell’art. 158 comma 10 del D.L. 219/2006.

La seguente documentazione deve essere trasmessa esclusivamente in formato elettronico all’Ufficio Sperimentazione Clinica dell’AIFA all’indirizzo mail usocompassionevole@aifa.gov.it:

  • Richiesta del medicinale formulata dal medico con assunzione di responsabilità al trattamento secondo protocollo ai sensi dell’art. 4 comma 1 lettera h) del DM 07/09/2017
  • Notifica del/dei pazienti candidati al trattamento, con indicazione delle iniziali del nome, cognome e data di nascita, accompagnata da breve motivazione clinica;
  • Protocollo d’uso del medicinale
  • Documentazione di informazione al paziente accompagnata dal modulo per l’acquisizione del consenso informato
  • Dichiarazione di disponibilità della ditta alla fornitura del medicinale
  • Parere espresso dal Comitato Etico
  • Documentazione attestante la produzione del medicinale sperimentale secondo GMP in accordo alla normativa nazionale e comunitaria, oppure attestante la qualità della produzione almeno equivalente alle Eu-GMP se proveniente da Paesi Terzi
  • Altra documentazione ritenuta utile fornita a supporto della richiesta

Luci ed ombre sull’uso compassionevole di Trikafta®

A seguito delle numerose e legittime richieste pervenute da familiari e pazienti relativamente all’uso compassionevole del farmaco Trikafta®, LIFC si è confrontata con la casa farmaceutica Vertex per conoscere la sua politica e rassicurare pazienti e famiglie.

È importante innanzitutto ricordare che la richiesta di accesso al programma compassionevole può essere presentata solo ed esclusivamente dal medico del Centro il quale sarà informato sull’accoglimento o sul rifiuto della stessa. Per la Legge sulla Privacy, le relative motivazioni saranno comunicate solo al medico di riferimento. In sede di incontro, la casa farmaceutica Vertex ha inoltre garantito a LIFC che, entro 2 settimane dallo stesso, i clinici riceveranno riscontro sull’esito delle richieste, precisando che a seguito di una prima valutazione negativa, in caso di aggravamento del quadro clinico del paziente escluso, può essere presentata una seconda richiesta.

Tutte le richieste, previa approvazione da parte del comitato etico, sono trasmesse da Vertex Italia ad una commissione internazionale che le valuta a livello globale e in ordine di ricezione.

È fondamentale sottolineare che non esiste un limite temporale né tantomeno un tetto sul numero massimo di pazienti che vi possono accedere.

LIFC ha aperto un tavolo di confronto con le autorità sanitarie nazionali (AIFA e Ministero della Salute) per sensibilizzarle sui risultati del farmaco e sull’importanza di renderlo disponibile in Italia a seguito dell’approvazione da parte dell’Agenzia Europea per i Medicinali-EMA.

Uso compassionevole di Trikafta® in pazienti con FC. Trikafta®, il quarto farmaco per trattare la fibrosi cistica, viene approvato negli Stati Uniti e dato in uso compassionevole nel resto del mondo in attesa dell’approvazione degli enti regolatori.

In Italia è previsto il ricorso al cosiddetto “uso compassionevole” (D.M. 7 settembre 2017)  in pazienti affetti da malattie gravi o rare o che si trovino in pericolo di vita, quando, a giudizio del medico, non vi siano ulteriori valide alternative terapeutiche, o nel caso in cui il paziente non possa essere incluso in una sperimentazione clinica o, ai fini della continuità terapeutica, per pazienti già trattati con beneficio clinico nell’ambito di una sperimentazione clinica almeno di fase II conclusa.

Ai sensi dell’art. 4 comma 1 lettera h) del D.M. 07/09/2017 la richiesta del medicinale può essere formulata solo ed esclusivamente dal medico con assunzione di responsabilità al trattamento secondo protocollo.

I programmi di accesso per l’uso compassionevole di Trikafta sono 2:

  • pazienti DF 508/DF508 già in terapia con Orkambi o Simkevi che non hanno ottenuto i benefici attesi;
  • pazienti con DF508/minimal function, studio strutturato come studio osservazionale con scheda rilevamento dati. Criteri di inclusione maggiore/uguale 12 anni, in condizioni di particolare gravità, FEV1<40%, o in lista tx.

Considerando i 2 programmi, circa 40 pz in Italia già assumono il farmaco o lo stanno per iniziare avendo già ottenuto parere favorevole da commissione apposita di Vertex.

Si ricorda che solo i medici dei Centri di Cura FC possono stabilire, sulla base dell’andamento clinico, quali pazienti possono essere candidati all’uso compassionevole. Di conseguenza, gli stessi medici trasmettono i dati clinici dei pazienti alla Commissione Vertex, cui spetta la decisione finale per la concessione del farmaco.

 

 

Antimicrobici

Ceftaroline, è un cefalosporina di 5° generazione attiva contro germi gram-negativi e gram-positivi. E’ attiva contro lo stafilococco meticillino resistente (MRSA).Tuttavia l’uso nei pazienti con fibrosi cistica è limitato, soprattutto nei bambini, poiché i dati sulla farmacocinetica sono ancora ridotti.

Ceftolozanet-azobactam e Ceftazidime-avibactam sono una combinazione di una nuova cefalosporina di 5° generazione con un inibitore delle beta-lattamasi. Mostrano una buona attività contro Pseudomonas aeruginosa ed una attività variabile contro altre specie di gram-negativi presenti nei pazienti con fibrosi cistica come Burkholderia, Achromobacter e Stenotrophomonas.

Tedizolid ha mostrato una buona attività contro lo stafilococco meticillino resistente (MRSA), alcuni ceppi di Streptococco anginosus e in vitro contro i micobatteri non tubercolari (Mycobacterium abscessus).

Negli Stati Uniti oltre a questi farmaci recentemente approvati vi sono altri 40 nuovi antibiotici in sperimentazione clinica studiati per il trattamento sistemico delle infezioni. Questi includono alcune associazioni di beta-lactamici/inibitori beta-lattamasi come meropenem-vaborbactam, cefipime-zidebactam (phase 1), aztreonam-avibactam (phase 2), and imipenem/cilastatin-relebactam (phase 3).

Oltre a questi farmaci sono in sviluppo altre molecole appartenenti ad altre già esistenti (oxazolidinone, tetracycline, quinolone, macrolide e aminoglycoside), come anche nuovi composti appartenenti ad almeno 11 nuove classi. Tuttavia è bene ricordare che solo 1 su 5 farmaci in sperimentazione sarà approvato per l’uso terapeutico.

Terapie Inalatorie

Bronchitol® è una terapia mucolitica inalatoria a base di mannitolo in polvere per rispondere all’esigenza dei pazienti di avere a disposizione una terapia non soltanto efficace e ben tollerata nel lungo periodo, ma anche maneggevole nell’utilizzo quotidiano e con una maggiore velocità di somministrazione rispetto alla terapia aerosolica.

La terapia inalatoria è stata una delle rivoluzioni più importanti per il miglioramento della cura della fibrosi cistica, in quanto consente una migliore nebulizzazione del farmaco per raggiungere le vie aeree più profonde dove si concentra il muco più denso. La velocità di somministrazione e la rapidità d’azione del farmaco rappresentano elementi fondamentali per far sì che il paziente percepisca il beneficio della cura che sta facendo e aumenti il grado di aderenza alla terapia. Il farmaco è commercializzato da Chiesi Farmaceutici.