Diritti e tutele

Invalidità Civile

La legge definisce invalido civile il cittadino che per menomazioni congenite o acquisite, fisiche o psichiche, abbia subito una riduzione permanente della capacità lavorativa di almeno un terzo.

In questo senso, un malato di Fibrosi Cistica può essere considerato un invalido civile.

L’invalidità civile con relativa riduzione della capacità lavorativa è espressa in percentuale ed è determinata in base ad apposita tabella approvata con Decreto del Ministero della Salute del 5 febbraio 1992. In base alle tabelle allegate al citato D.M. del 1992, alla fibrosi cistica è riconosciuta un’invalidità civile dell’ 80% e del 100%, a seconda della compromissione d’organo. 

Secondo le Linee Guida Inps 2015, la valutazione medico legale dei pazienti con fibrosi cistica, a prescindere dall’età e dalla variante genetica della patologia, non può risolversi in un mero calcolo algebrico basato sul solo apprezzamento, per quanto corretto e completo, dei parametri morfologici (peso, altezza) funzionali (PFR) e strumentali (RX, Tc, ETC…). Ne consegue che, al minore viene riconosciuto in ogni caso il diritto all’indennità di accompagnamento, mentre all’adulto, anche in presenza di interessamento polmonare esclusivo, viene riconosciuta una condizione di totale invalidità nella misura del 100%.  

L’invalido civile, se riconosciuto tale dalla Commissione Medica territoriale della Asl competente per residenza, riceve un verbale-certificato attestante il suo status.

 

Stato di Handicap

L’handicap è la situazione di svantaggio sociale che dipende dalla disabilità o menomazione e dal contesto sociale di riferimento in cui una persona vive (art. 3 comma 1, Legge n.104/1992).

L’handicap viene considerato grave (art. 3 comma 3) quando la persona necessita di un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione, non essendo in grado di svolgere i normali atti quotidiani della vita.

Lo stato di handicap attiene alle ripercussioni sociali e di relazione che una determinata patologia ha per la persona nel vivere i contesti che quotidianamente frequenta.In questo senso, un malato di Fibrosi Cistica può essere considerato portatore di handicap in connotazione di gravità.

A differenza dell’invalidità civile, basata sul grado di riduzione della capacità lavorativa, l’handicap, regolato dalla Legge 5 febbraio 1992 n.104, esprime la situazione di colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione.

Al fine di ottenere il riconoscimento della connotazione di gravità dell’handicap, è importante presentare in sede di visita in commissione medico-legale, ove possibile, una relazione redatta dall’assistente sociale del Centro di Cura FC (o in alternativa che l’assistente sociale possa integrare la relazione medica con quelli che sono gli aspetti sociali) mettendo in evidenza lo svantaggio sociale che la malattia comporta, il peso delle terapie quotidiane e ripetute, l’aspetto socio-relazionale di vita del malato.

Il Percorso per i Riconoscimenti

Dal 1° gennaio 2010 è l’Inps e non più la Asl di riferimento a prendere in carico le domande per il riconoscimento dell’invalidità civile, dell’handicap e della disabilità: complete della certificazione medica attestante la natura delle infermità invalidanti, le domande devono essere inoltrate all’Inps esclusivamente per via telematica.

La valutazione delle minorazioni civili, dell’handicap (Legge n.104/1992) e della disabilità (Legge n.68/1999) ai fini del collocamento lavorativo mirato, è attribuita alle Commissioni operanti presso le Aziende USL.

La domanda: il proprio medico curante o uno specialista di fiducia (ma che si tratti in entrambe i casi di “medico certificatore”), su richiesta del paziente o del familiare compila on-line il certificato – Certificato Medico Introduttivo –  e ne stampa una copia, che il richiedente inoltra all’Inps (tramite un CAF, Patronato o sul sito Inps se il richiedente è in possesso del PIN dispositivo). Il certificato ha un costo che varia da medico a medico, nonché una validità di 90 giorni, decorsi i quali è necessario ricominciare la procedura daccapo. L’originale del certificato dovrà essere esibito all’atto della visita; nel caso in cui il cittadino non possa recarsi a visita medica e necessiti della visita a domicilio, deve dotarsi di un’apposita ed ulteriore certificazione di “intrasportabilità”.

L’accertamento sanitario: una volta presentata la domanda, sia essa per l’invalidità, per l’handicap o per la disabilità, il cittadino riceverà comunicazione della data della visita medica di accertamento, secondo il calendario di appuntamento della Asl corrispondente al CAP di residenza. L’esito dell’accertamento medico-legale della commissione è comunque sottoposto al parere definitivo dell’Inps che notifica la decisione attraverso l’invio del relativo verbale all’ interessato o, se lo ritiene necessario, può disporre nuovi accertamenti anche tramite visita diretta. La persona può anche decidere di farsi assistere da un medico (medico legale) a proprie spese. In caso sia accolta una richiesta che preveda il diritto a una prestazione economica l’interessato viene invitato dall’Inps a completare la domanda con i dati necessari per l’accertamento dei requisiti reddituali e personali. Alla visita è necessario andare muniti di copia della ricevuta del certificato medico e copia della domanda, nonché della documentazione sanitaria (relazione medica del centro di cura) e, ove possibile, della relazione dell’assistente sociale del Centro di Cura FC, quest’ultima in particolar modo necessaria per la pratica relativa all’handicap.

Tutti richiedenti sottoposti a visita di accertamento devono poter essere identificati, sia essi maggiorenni che minorenni, attraverso un documento di identità.

Effetti del riconoscimento – il Verbale: il verbale definitivo viene inviato al richiedente dall’INPS entro 120 gg (4 mesi) a partire dalla data della visita e nella busta sono presenti due versioni: una contenente tutti i dati sanitari anche sensibili ed una contenente solo il giudizio finale per gli usi amministrativi.

In base alle Linee Guida INPS-LIFC 2015 il verbale rilasciato  deve contenere:

  • per il minorenne: invalidità civile con diritto all’indennità di accompagnamento;
  • per il maggiorenne: invalidità civile con diritto al 100% – cod. 6430 DM 5/02/1992;
  • Legge 104/92 – stato di handicap in connotazione di gravità – art.3 comma 3, a prescindere dall’età e dalla variante genetica;
  • esclusione in ogni caso da previsioni di revisioni medico-legali, come da DM 2 agosto 2007, nonché dall’art. 6  comma 3 della L.80/2006 e dall’art. 25 commi 7 e 8 della L.114/2014.

Provvidenze Economiche Previste

L’assistenza economica in favore degli invalidi civili è costituita da:

  • pensione di inabilità civile (prestazione assistenziale – L.118/71) e pensione di inabilità previdenziale (L. 222/84);
  • assegno mensile di assistenza (prestazione assistenziale – L.118/71);
  • assegno ordinario di invalidità (prestazione previdenziale – L. 222/84);
  • indennità mensile di frequenza (prestazione assistenziale – 0-18 anni);
  • indennità d’accompagnamento (prestazione assistenziale – qualsiasi età).

Ogni anno l’Inps, con apposita Circolare*, pubblica gli importi delle provvidenze economiche ed i relativi limiti reddituali fissati dalla Direzione Centrale delle Prestazioni dell’Istituto.