Fibrosi cistica e lavoro

Orientarsi nel Mondo del Lavoro

Le strutture nate per supportare i cittadini nell’orientamento sono:

Centri per l’Impiego (CPI): offrono ai cittadini iscritti servizi di accoglienzainformazioneorientamentopreselezione e collocamento mirato. È possibile iscriversi compiuti i 15 anni d’età o comunque dopo aver assolto l’obbligo scolastico. Per le persone disabili è possibile iscriversi anche nelle liste riservate alle categorie protette, cosiddette liste speciali. È necessario essere riconosciuti invalidi civili con almeno il 46% di invalidità e richiedere l’accertamento della disabilità.

Agenzie per il lavoro: imprese preposte all’attività di collocamento al lavoro nate a seguito delle sollecitazioni dell’Unione europea per il monopolio pubblico nel collocamento dei lavoratori. Un esempio? Randstad, Adecco o Manpower. Svolgono attività di somministrazione di lavoro, intermediazione, ricerca e selezione del personale, formazione e attività di supporto alla ricollocazione professionale.

SIL (Sistema Informativo Lavoro): mette in correlazione vari servizi ed enti a livello regionale e provinciale al fine di mettere in relazione le risorse.

Garanzia Giovani: garantisce ai giovani un’offerta qualitativamente valida di lavoro, di proseguimento degli studi, di apprendistato o di tirocinio o altra misura di formazione entro quattro mesi dall’inizio della disoccupazione o dall’uscita dal sistema di istruzione formale.

Eures (European Employment Services): istituita dall’Unione Europea per favorire l’incontro domanda/offerta di lavoro, la mobilità territoriale e la libera circolazione dei lavoratori nei paesi UE e in Svizzera.

Accesso al Mondo del Lavoro

La capacità lavorativa si distingue in generica e specifica. La prima è la generale attitudine del soggetto a svolgere una qualunque attività lavorativa ed è oggetto di verifica da parte della Commissione Medica dell’ASL (per l’accertamento dell’invalidità civile), la seconda consiste nell’ idoneità psico-fisica di un soggetto a svolgere una determinata attività lavorativa e trarne reddito fino al momento dell’insorgere della problematica ed è oggetto di verifica da parte della Commissione Medica del proprio Ente previdenziale.

La capacità lavorativa può essere persa o ridotta, a seconda del trauma subito o della malattia diagnosticata e il grado d’invalidità è riferito all’ incidenza che la menomazione ha sulla capacità lavorativa dell’invalido. La misura della menomazione, espressa in forma percentuale, è indicata nell’ apposita tabella predisposta dal Ministero della Sanità nel 1993.

Verifica delle capacità lavorative residue: lo scopo primario della valutazione delle abilità residue è fondamentalmente quello di definire progetti personalizzati di riqualificazione professionale degli invalidi ed ottenere un collocamento mirato degli stessi o l’affidamento di mansioni non dannose né pregiudizievoli per la loro salute.

In ambito sanitario, a seguito della nuova impostazione dell’approccio alla disabilità, la valutazione del paziente affetto da menomazioni è oggi vista quindi non più unicamente come semplice rilevazione dei deficit presenti, bensì come quantificazione delle abilità residue; tale concetto, già espresso nell’ art. 3 della Legge 104/92, è stato ribadito dalla Legge 68/99 e più recentemente nel DPCM del 13/1/2000. Quest’ultimo indica le modalità secondo cui le Commissioni formuleranno una diagnosi funzionale al collocamento lavorativo della persona disabile.

La Legge 68/99 elimina inoltre la dichiarazione di incollocabilità prevista per le persone con invalidità civile. Ora infatti, chi ha un’invalidità totale, pari al 100% (e/o al 100% più accompagnamento), ha diritto:

  • alla valutazione delle capacità lavorative residue;
  • ad accedere al lavoro e/o a percorsi di inserimento mirato, qualora tale valutazione risulti positiva.

Collocamento mirato

Per collocamento mirato dei disabili si intende quella serie di strumenti tecnici e di supporto che permettono di valutare adeguatamente le persone con disabilità nelle loro capacità lavorative e di inserirle nel posto adatto, attraverso analisi di posti di lavoro, forme di sostegno, azioni positive e soluzioni dei problemi connessi con gli ambienti, gli strumenti e le relazioni interpersonali sui luoghi quotidiani di lavoro e di relazione.

A tale scopo, la Commissione Medica di accertamento dell’invalidità, in raccordo con il Comitato Tecnico Provinciale, formula una relazione per ogni soggetto, indicando una linea progettuale per l’integrazione e le tipologie di collocamento mirato, le eventuali forme di sostegno e gli strumenti tecnici.

L’invalido che abbia ottenuto il riconoscimento della disabilità, che è disoccupato e che aspira ad una occupazione conforme alle proprie capacita lavorative, si iscrive nell’elenco tenuto dalla commissione provinciale per le politiche del lavoro.

Tale commissione annota in una scheda intestata a ciascun invalido le capacita lavorative, le abilità, le competenze e le inclinazioni, nonché la natura e il grado della minorazione e analizza le caratteristiche dei posti da assegnare, favorendo l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro.

Le disabilità accertate in base alla precedente normativa (L.482/68) devono essere certificate dalla Commissione come previsto dalla Legge n.68/99, su richiesta dell’interessato da presentare alla segreteria della commissione tecnica di accertamento, tramite modulo predisposto dagli uffici della ASL e disponibile anche presso i Centri per l’Impiego.

Avviamento al lavoro

I datori di lavoro assumono i disabili aventi diritto al collocamento obbligatorio facendone richiesta di avviamento ai competenti uffici del lavoro, oppure attraverso la stipula di convenzioni.

  • Presso aziende private: le richieste di avviamento presso aziende private sono in parte nominative e in parte numeriche, a seconda del numero dei lavoratori privati. I disabili psichici sono avviati al lavoro sempre con richiesta nominativa.
  • Presso enti pubblici: i datori di lavoro pubblici, invece, effettuano le assunzioni sempre con richiesta numerica. Per il personale delle qualifiche 6°, 7° e 8° le assunzioni vengono effettuate mediante pubblico concorso, nell’ambito del quale i disabili che riportano l’idoneità hanno diritto alla riserva di posti nei limiti della complessiva quota d’obbligo e fino al 50% dei posti messi a concorso.

Lavoro Compatibile

Un obbligo del datore di lavoro è quello di assegnare i compiti lavorativi tenendo conto delle capacità e delle condizioni dei lavoratori in rapporto alla loro salute e sicurezza (D. Lgs.626/1994, Art 4, punto 5 lettera c).

La Legge n.68/99 per i lavoratori disabili assunti tramite il collocamento obbligatorio prevede quanto sopra anche per le aziende che non hanno un medico competente aziendale. Nella commissione vi è un medico del lavoro che di fatto emette un giudizio e indica le mansioni compatibili con lo stato di salute.

Il lavoratore può richiedere al datore di lavoro, per tramite del medico competente aziendale (D. Lgs.626/1994, art 17 punto 1 lettera i) previa visita medica e giudizio di idoneità dello stesso, di essere adibito a mansioni compatibili con il proprio stato di salute.

È comunque importante verificare quanto previsto dal proprio contratto e dal CCNL di riferimento; infatti, alcuni contratti collettivi prevedono che, superato il periodo di conservazione del posto, il dipendente (riconosciuto idoneo al lavoro ma non allo svolgimento delle mansioni corrispondenti al proprio profilo professionale) possa essere utilizzato in mansioni equivalenti nell’ambito della stessa categoria. Qualora ciò non fosse possibile il lavoratore, con il suo consenso, potrà essere adibito anche a mansioni proprie di profilo professionale corrispondente a categoria inferiore.

Anche le condizioni dell’ambiente di lavoro sono importanti, perché possono influire negativamente sullo stato di salute. In particolare, dai Centri di Cura FC viene data l’indicazione di non esporre il lavoratore con FC a:

  • microclima sfavorevole, sbalzi di temperatura, esposizioni ad eccessive variazioni termiche;
  • sostanze irritanti o sensibilizzanti l’apparato respiratorio, esposizioni a polveri, gas e sostanze volatili nocive;
  • permanenza in spazi molto stretti o sovraffollati, sovra riscaldati o troppo secchi;
  • lavoro su turni, servizio notturno;
  • sforzi fisici prolungati, movimentazione di carichi;
  • tutte condizioni che possono peggiorare sensibilmente le condizioni cliniche.

Di solito viene consigliato:

  • un lavoro che consenta prestazioni sedentarie
  • un lavoro che richieda attività fisica lieve o moderata
  • il part-time.

Divieto di Licenziamento

II licenziamento dell’invalido, assunto in base alla normativa sul collocamento obbligatorio, segue la generale disciplina normativa e contrattuale solo quando è motivato dalle comuni ipotesi di giusta causa e giustificato motivo.

Quando è determinato dall’ aggravamento dell’infermità che ha dato luogo al collocamento obbligatorio, è legittimo solo in presenza delle condizioni previste dall’art. 10, Legge n.482/1968, ossia la perdita totale della capacità lavorativa o la situazione di pericolo per la salute e l’incolumità degli altri lavoratori o per la sicurezza degli impianti, accertati dall’apposita commissione medica, nel caso in cui all’invalido risulti una capacità lavorativa e comunque il datore di lavoro ha l’obbligo di adibirlo a mansioni equivalenti o anche inferiori compatibili con il nuovo stato dell’infermità, se la struttura organizzativa dell’azienda e la situazione dell’organico aziendale lo consentono.

Il Portale trovoilmiolavoro.it

Il “Portale Lavoro” nasce da un’attenta analisi effettuata dalla Lega Italiana Fibrosi Cistica Onlus per rispondere all’esigenza ormai attualissima di inserimento lavorativo di pazienti affetti dalla patologia.
E’ pensato come studio pilota per i malati di Fibrosi Cistica da estendere poi a tutte le persone affette da malattie rare.

Il Portale, strumento di orientamento ed incontro tra domanda ed offerta lavorativa, vuole anche essere un riferimento per le imprese come supporto funzionale, burocratico e documentale, per l’individuazione e l’inserimento di lavoratori qualificati.

L’obiettivo è quello di rendere più semplice ed efficace l’incontro tra i candidati e le Aziende, come già previsto dalla legge 68/99 con il collocamento mirato. Il giovane candidato troverà in queste pagine un percorso guidato che gli consentirà di fare un’autovalutazione e costruire un proprio profilo professionale nonché un bilancio personale, valorizzando anche aspetti di vita personale, interessi, ulteriore formazione e peculiarità personali.

L’azienda invece avrà la possibilità di visionare i curricula dei candidati, conoscerli nel dettaglio e poter chiamare, se individuata, la persona più idonea all’impiego nonché alla natura dell’azienda stessa.

Ulteriori obiettivi del Portale Lavoro sono favorire l’inclusione sociale e l’integrazione attraverso il lavoro, agevolare il collegamento tra le Associazioni dei pazienti e le aziende, garantire alle Aziende adeguati interventi di supporto al momento della scelta del dipendente mettendo in rete risorse ed opportunità.