Festa della Mamma: la forza di Annalisa e della sua Sofia
Per la Festa della Mamma, dedichiamo il nostro pensiero a tutte le mamme che ogni giorno convivono con la fibrosi cistica, sia accanto ai propri figli, sia affrontandola in prima persona.
Alle mamme che trasformano le fragilità in resistenza e il proprio abbraccio in un rifugio sicuro.
Alle mamme “equilibriste” che si muovono tra la paura e la speranza, non perdendo mai la positività.
Alle mamme che combattono, ogni giorno, per rendere la vita dei propri figli semplicemente “normale”.
Alle mamme che, come Annalisa, non hanno mai perso il sorriso, nemmeno davanti alle sfide più grandi.
Alle mamme che, nel momento del bisogno, trovano in LIFC una comunità e un punto di riferimento.
A tutte le mamme che, pur con percorsi diversi, sono unite dallo stesso coraggio.
Buona Festa della Mamma da LIFC!
Questa, è la storia di Annalisa e di Sofia.

Diventare mamma è un momento che cambia la vita.
Per Annalisa, però, la nascita della piccola Sofia ha portato con sé una sfida inaspettata: la diagnosi di fibrosi cistica, arrivata subito dopo lo screening neonatale.
“Ricordo benissimo quel momento”, racconta. “La prima emozione è stata la paura. Non avevo mai sentito parlare di questa patologia e in famiglia non c’era nessun caso”. Eppure, nonostante lo smarrimento iniziale, Annalisa ha trovato dentro di sé una forza sorprendente: “Sono una persona positiva. Ho detto subito che la fortuna di mia figlia è di essere nata nel 2016 e non nel 1979, l’anno in cui sono nata io e di questa patologia non si sapeva nemmeno l’esistenza. La scienza fa passi avanti ogni giorno”.

Tuttavia non sono mancati momenti difficili. Tra questi, le parole della dottoressa che le disse che sua figlia probabilmente non avrebbe festeggiato i 18 anni, insieme al timore per il futuro e al dolore di una maternità tanto attesa e improvvisamente segnata da incertezze. “Sono frasi che fanno male, soprattutto a una neomamma. Ma grazie a mio marito ho ritrovato la forza: insieme combattiamo ogni giorno per dare a Sofia una vita il più possibile normale”.
I primi anni scorrono relativamente sereni, finché, con l’ingresso all’asilo, arrivano le prime complicazioni: infezioni, una bronchite e un lungo ricovero all’Ospedale di Messina, dove sono seguiti con la massima professionalità. Un periodo difficile, ma anche un momento di consapevolezza. “Abbiamo incontrato altre famiglie, conosciuto storie di grande forza, come quella di Maria Karol, ma anche visto gli aspetti più dolorosi della malattia. In quel momento ho capito una cosa: Sofia deve crescere sapendo che, curandosi, potrà vivere come tutti”.
E proprio la normalità è la parola chiave della loro quotidianità. Nonostante le terapie e le attenzioni necessarie, la vita di Sofia è ricca e dinamica: viaggi, amici, famiglia e una grande passione: la danza. “Fa hip hop da quando ha tre anni e mezzo, ha vinto diverse competizioni con la sua crew “Black Queen” e anche un premio per il talento a Riccione.”
Essere mamma di una bambina con fibrosi cistica non ha cambiato la positività di Annalisa, l’ha rafforzata.“Mi ha resa ancora più determinata a vivere ogni giorno a pieno, anche per rispetto di chi non c’è più”.

Tra tutti i momenti condivisi, ce n’è uno che Annalisa custodisce con particolare tenerezza: “La sera, prima di dormire, quando diciamo le nostre preghiere e ci abbracciamo forte dicendoci che ci vogliamo bene, anche se tutto il giorno abbiamo discusso”.
Il desiderio per il futuro di Sofia? “Che lei possa raggiungere ogni cosa che il suo cuore desideri, che sia felice, che possa realizzare tutti i suoi sogni senza sentirsi diversa.
E con che la ricerca arrivi a una cura definitiva per lei e per tutte le altre persone che affrontano questa malattia”.
Nel giorno della Festa della Mamma, il messaggio di Annalisa per gli altri genitori è di: “Non arrendersi mai. Credere nella scienza, nei medici, e fare in modo che la malattia pesi il meno possibile nella vita dei bambini. Devono crescere nella normalità, con il nostro amore e la nostra attenzione”.
