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Bonus Asilo Nido 2026. Un aiuto concreto da conoscere meglio

Anche quest’anno la Legge di Bilancio ha previsto l’erogazione del Bonus Asilo Nido, il contributo erogato dall’INPS alle famiglie con figli di età inferiore a 3 anni che frequentano un asilo nido pubblico o privato autorizzato oppure, nel caso in cui i bambini (anche adottati o minori in affidamento familiare) non possono frequentare il nido perché affetti da gravi patologie croniche, in alternativa il contributo per forme di supporto presso la propria abitazione.

Il 31 marzo 2026 l’INPS ha comunicato l’apertura del nuovo bando, aprendo il servizio per la presentazione delle domande. Il Bonus del 2026 introduce alcune novità interessanti, volte a snellire l’iter burocratico e a fornire maggiori tutele e benefici.

I requisiti richiesti al genitore per poter accedere a questo beneficio sono:

  • la residenza in Italia,
  • la cittadinanza italiana
  • essere appartenenti a uno degli stati membri dell’Unione Europea oppure essere cittadini extracomunitari in possesso dei requisiti di soggiorno richiesti
  • la coabitazione con il minore o la dimora abituale nello stesso comune.

La prima novità riguarda la presentazione della domanda che da quest’anno, grazie alla nuova validità pluriennale, una volta accolta non necessita più di essere ripresentata ogni anno: resta infatti attiva fino ad agosto dell’anno in cui il bambino o la bambina compirà 3 anni, fermo restando l’aggiornamento annuale delle mensilità richieste e l’invio dei nuovi documenti di spesa.

Da quest’anno tra le strutture autorizzate troviamo non solo nidi e micro nidi, ma anche sezioni primavera, spazi gioco e servizi educativi in contesto domiciliare che siano in possesso di regolare titolo abilitativo secondo le legislazioni regionali in cui operano. Sono invece escluse dal rimborso le spese sostenute per i servizi diversi da quelli educativi (come da es. servizi ricreativi, pre o post scuola, ecc…).

Il contributo economico riconosciuto viene calcolato principalmente sulla base dell’ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione (il cosiddetto ISEE minorenni), che da quest’anno gode di un calcolo agevolato poiché non tiene più conto dell’Assegno Unico e Universale nel computo del reddito familiare. Per i bambini nati a partire dal 1° gennaio 2024, il bonus può arrivare fino a un massimo di 3.600 euro annui se l’ISEE non supera i 40.000 euro. Negli altri casi, la cifra oscilla tra i 3.000 euro per i redditi più bassi e i 1.500 euro per chi supera la soglia massima dei 40.000 euro o decide di non presentare la certificazione ISEE.

Il genitore che sostiene effettivamente il costo della retta deve presentare la richiesta telematicamente sul portale dell’INPS o tramite un patronato, assicurandosi di caricare mensilmente le fatture o le ricevute di pagamento. Per completare correttamente la procedura dell’anno in corso, tutte le ricevute dei pagamenti effettuati (massimo 11 mensilità per anno) dovranno essere caricate nel sistema entro il termine ultimo del 30 aprile dell’anno successivo. È bene ricordare che il contributo previsto dal Bonus non può mai superare l’importo della retta pagata alla struttura.

Per i bambini sotto i 3 anni che presentano gravi patologie croniche come nel caso della Fibrosi Cistica, il contributo può essere chiesto nella forma di supporto presso la propria abitazione: sarà necessario in questo caso presentare una certificazione del pediatra che confermi l’impossibilità di frequentare l’asilo nido, come spesso suggerito anche dai medici dei centri di Cura per la fibrosi cistica.

Per la frequenza all’asilo nido il rimborso viene erogato in rate mensili fino a 11 mensilità, mentre per l’assistenza presso la propria abitazione il contributo viene erogato in un’unica soluzione.

Questo contributo, trattandosi di sussidio corrisposto a titolo di “assistenza”, costituisce reddito esente dall’imposizione fiscale pertanto si può certificare nell’apposita sessione della Certificazione Unicanon è cumulabile con le detrazioni fiscali per la frequenza asili nido.

Se la rata del bonus non copre l’intera rata dell’asilo nido, è ammessa la detrazione dell’Irpef del 19% solo per l’eventuale quota residua che resta a carico della famiglia (cioè al netto di rimborsi, contributi o altre agevolazioni riferite alla stessa spesa).

È importante ricordare che i rimborsi verranno erogati fino a esaurimento dei fondi stanziati.

Leggi la comunicazione sul Portale INPS